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DoBank sceglie le banche per la quotazione

DoBank fa un altro passo verso la quotazione a Piazza Affari entro il 2017.
Negli scorsi giorni la società, che è tra i leader italiani nella gestione dei non performing loan di origine bancaria, avrebbe infatti scelto secondo le indiscrezioni le banche del consorzio di joint global coordinator: il mandato sarebbe stato affidato alle americane Citi e Jp Morgan e all’italiana Unicredit. Inoltre DoBank, qualche mese fa, aveva già dato un incarico a Rothschild come advisor finanziario dell’operazione di sbarco a Piazza Affari.
L’Ipo, secondo il parere degli addetti ai lavori, potrebbe concretizzarsi entro la prima metà del 2017, ma soltanto se lo consentiranno le condizioni dei mercati. Le elezioni francesi, che influiranno sulla volatilità delle Borse, saranno un test importante.
DoBank è guidata da Andrea Mangoni e presieduta da Giovanni Castellaneta ed è controllata a propria volta dal gruppo finanziario statunitense Fortress: la società è nata dalla ex-Uccmb, il veicolo di gestione dei non performing loan di casa Unicredit acquisito tre anni fa proprio dal gruppo Fortress al termine di un’asta competitiva.
A quel tempo Uccmb era stato valutata 550 milioni: dei quali 300 milioni per la piattaforma di gestione e 250 milioni per i 2,4 miliardi di non performing loan lasciati in dote da Unicredit assieme a circa 700 dipendenti.
Ma DoBank, nel corso dell’ultimo anno, ha avuto un’ulteriore trasformazione. Ha infatti rilevato il 100% di Italfondiario, già controllato da Fortress e sempre attivo nella gestione dei crediti deteriorati.
L’operazione ha portato alla creazione del più grande gruppo indipendente nazionale dedicato alla gestione e al recupero di non performing loan (con oltre 83 miliardi gestiti in portafoglio e circa 200 milioni di fatturato), anche se le due piattaforme sono restate distinte fra loro. Lo scorso anno DoBank e Italfondiario, secondo la classifica stilata da PwC sui dati 2016, erano rispettivamente, i numeri uno e due per asset in gestione in Italia.
La quotazione di DoBank potrebbe aprire un nuovo filone a Piazza Affari per le matricole: infatti la società è attiva in un settore della finanza che sta avendo una grande accelerazione, cioè quello della cessione dei pacchetti di non performing loan di origine soprattutto bancaria e della successiva gestione degli stessi crediti problematici. In Europa sono diverse le società di questo tipo quotate sui listini, mentre in Italia fino ad oggi esistono solo gruppi quotati con aree di business collegate (come nel caso di Prelios e Cerved) e con divisioni apposite dedicate alla gestione degli Npl.
Così, se si guarda in prospettiva alla quotazione di DoBank, potrebbero essere presi come «comparable», cioè termini di riferimento, i multipli di alcune società europee quotate.
Il confronto all’estero potrebbe essere fatto con il servicer polacco Kruk e con la piattaforma di gestione svedese Intrum Justitia. In base a queste indicazioni il valore di DoBank potrebbe essere in una forchetta tra 600 e 750 milioni di euro (in termini di equity value).

Carlo Festa

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