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Dm sui parametri al rush finale

Al rush finale gli ultimi provvedimenti attuativi della riforma delle professioni. Con diverse incognite però, e molte attese da parte delle categorie interessate. Se, infatti, per alcuni decreti (come quelli sui parametri) si tratta semplicemente di aspettare il tempo necessario per la registrazione alla Corte dei conti e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per altri (come quello relativo alle gare di appalto), il tempo stringe. E l’avvicendamento a Palazzo Chigi dopo la costituzione del nuovo governo, espressione della maggioranza politica scelta dagli italiani con le elezioni del 24 e 25 febbraio, potrebbe fermare all’ultimo miglio quest’ultimo provvedimento.

Parametri e società. Sono stati tutti firmati dai ministeri competenti i dm sui parametri che interessano avvocati, consulenti del lavoro e notai dopo la cancellazione di ogni riferimento ai tariffari. E ora sono in attesa di essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale. Anche se non manca l’attesa da parte delle categorie interessate che, in certi casi, aspettano questi riferimenti da più di un anno. Per quanto riguarda il primo provvedimento si tratta di un decreto correttivo del precedente dm 140/2012 (stessa materia) necessario per aggiornare alcuni compensi in attesa che arrivi una nuova disciplina frutto della proposta del Consiglio nazionale forense (come previsto dalla legge 247/2012, in vigore dal due febbraio 2013). Per quanto riguarda notai e consulenti si tratta di nuovi parametri per colmare l’assenza di riferimenti normativi. Al capolinea anche il regolamento sulle Società tra professionisti. Dopo una lunga e lenta istruttoria, il dm è stato firmato recentemente dai due ministeri competenti e, come quelli sui compensi, è in fase di registrazione per poi essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Appalti. Il testo, è tornato in seconda battuta al Consiglio superiore dei lavori pubblici alla luce dei pareri controversi espressi, compreso quello dell’Autorità di vigilanza e poi delle relative modifiche da parte dei ministeri competenti. Nel precedente parere dei due organi di controllo, infatti, il quadro di sintesi e le verifiche elaborate dall’esecutivo non erano sufficienti a ricavare che i parametri non determinassero corrispettivi maggiori delle vecchie tariffe. Uno stop che rappresenta un’ulteriore complicazione burocratica all’iter già articolato di questo decreto che ha subito numerosi rallentamenti. Una situazione che sta animando la protesta delle categorie tecniche, preoccupate del vuoto normativo per il settore dopo che il decreto legge sulle liberalizzazioni (1/12) ha cancellato ogni riferimento tariffario, privando le stazioni appaltanti di regole per calcolare gli importi e per determinare le procedure per l’affidamento degli incarichi di progettazione. «È ormai auspicabile che il dm Parametri-bis venga portato avanti in maniera sollecita e tempestiva», scrivono le categorie tecniche riunite nel Pat (compresi gli architetti) in un comunicato congiunto con il quale chiedono con forza di emanare al più presto il decreto. «Vogliamo che l’iter avviato, caratterizzato da una concertazione continua e dal pronunciamento di numerosi pareri ai quali i professionisti hanno comunque adeguato i contenuti della norma, prosegua verso l’immediata approvazione». A preoccupare le categorie è il recente provvedimento «dilatorio dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che si va ad aggiungere a un analogo parere espresso in precedenza dal Consiglio dei lavori pubblici anch’esso teso», dicono i tecnici, «con censure opinabili, a ritardare l’emanazione di un provvedimento assolutamente urgente ed indifferibile». Non solo, perché a sostegno della bontà del testo, le tecniche fanno anche sapere di aver avuto modo di verificare puntualmente che, in tutte le ipotesi declinabili, i parametri risultano sempre inferiori alle abolite tariffe del 2001 e, quindi, sono perfettamente in sintonia con la legge e adeguate, sia pur senza condividerli, ai pareri espressi» Sui temi della legalità e della correttezza non molleranno e sono pronte a dare battaglia. Il decreto Parametri-bis, in altre parole, deve essere varato.

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