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Dl Sostegni, il Senato: Superbonus fino al 2023

Proroga del superbonus al 31 dicembre 2023. Stop ai licenziamenti per tutte le imprese fino al 31 ottobre e fino al 31 dicembre per le aziende che hanno fatto ricorso all’assegno ordinario e alla Cassa integrazione in deroga e non hanno integralmente usufruito delle ulteriori 28 settimane di Cigd. Esenzione dal pagamento di Tosap e Cosap fino a fine anno. Riduzione della Tari 2021 per gli esercenti e cancellazione della tassa rifiuti per le imprese del comparto turistico. Cedolare secca sugli immobili commerciali. Niente tasse sui canoni di locazione non versati ai proprietari a partire dal 1° febbraio 2020. Proroga al 31 dicembre della moratoria su prestiti, finanziamenti e mutui alle piccole e medie imprese. Risorse per gli enti locali in pre-dissesto e compensazioni per le perdite del Trasporto pubblico locale. Niente canone Rai per le attività economiche rimaste chiuse durante il lockdown. E ritorno della dirigenza professionale, tecnica e amministrativa (Pta) nel comparto degli enti locali, attraverso l’abrogazione del discusso comma 687 della legge di bilancio 2019 (legge n.145/2018) che ne aveva disposto il passaggio nel comparto sanità. Sono alcune delle proposte contenute nel ricco pacchetto di emendamenti «segnalati» al decreto legge Sostegni (dl 41/2021) all’esame delle commissioni bilancio e finanze del Senato.

Dirigenza Pta

A chiedere che venga disposta la permanenza della dirigenza Pta nel comparto degli enti locali anche per la tornata contrattuale 2019-2021 (così come accaduto nel precedente triennio 2016-2018) è un emendamento di Forza Italia (prima firmataria la senatrice Laura Stabile) che avrebbe il pregio di far tornare la definizione dei comparti di contrattazione nell’alveo della contrattazione stessa, stoppando l’entrata a gamba tesa del legislatore del 2018 che invece, in contrasto con il Testo unico del pubblico impiego, ha disposto per legge il passaggio della dirigenza professionale nel comparto sanità. Tra gli emendamenti segnalati non ha invece trovato posto la soluzione alternativa all’impasse, ossia l’emendamento del senatore M5S Emiliano Fenu che invece puntava a spostare il problema alla contrattazione 2022-2024, dispendendo il finanziamento del rinnovo contrattuale a valere sul Fondo per il servizio sanitario nazionale. Qualora l’emendamento Stabile venisse approvato, l’Aran potrebbe convocare presto i sindacati per la definizione delle aree dirigenziali nell’ambito dei comparti del pubblico impiego. Un tema momentaneamente accantonato nel Contratto quadro firmato lo scorso 15 aprile, proprio in attesa di conoscere la sorte degli emendamenti parlamentari sul comma 687.

Proroga dello stop ai licenziamenti

A chiedere la proroga dello stop ai licenziamenti è invece un emendamento a firma dell’ex ministra del lavoro, Nunzia Catalfo. «Con questa modifica normativa», ha spiegato, «intendiamo dare una risposta concreta alle richieste del mondo del lavoro, estendendo al 31 ottobre il divieto di licenziamento, attualmente fissato al 30 giugno, per tutte le aziende, e fino al 31 dicembre 2021 per quelle che hanno accesso all`assegno ordinario e che non hanno utilizzato interamente le settimane attualmente previste». «La crisi gravissima innescata dalla pandemia ci impone un intervento a tutela delle fasce e delle categorie più colpite dalle crisi, come lo sono, ad esempio, le piccole e piccolissime imprese.

Canone Rai

La richiesta di sospendere per tutto il 2021 il canone Rai per bar e ristoranti mette d’accordo MoVimento 5 Stelle (con un emendamento a firma del senatore Stanislao Di Piazza) e Lega che ha depositato un emendamento a prima firma Matteo Salvini. «Riteniamo che il pagamento del canone per attività chiuse di fatto da tutto l`anno suonerebbe come una beffa per migliaia di piccole imprese. È una proposta sulla quale auspichiamo convergenza di tutte le forze politiche per assicurare un risparmio alle categorie che, da inizio emergenza, rientrano tra quelle che hanno subito i danni economici più ingenti», ha osservato il capogruppo in commissione Affari Costituzionali, Luigi Augussori.

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