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Dl Sostegni, 20 decreti per attuarlo

Il decreto legge Sostegni, entrato in vigore martedì, ha appena iniziato il suo iter al Senato per la conversione in legge. Ma mentre il testo si prepara all’esame delle commissioni Bilancio e Finanze, si è già aperta la partita dei provvedimenti attuativi da varare per rendere pienamente operative le misure adottate dal governo per alleggerire l’impatto della pandemia sul tessuto economico. Nel complesso sono previsti 21 atti, tra decreti ministeriali e provvedimenti delle autorità competenti. Di questi, otto con una scadenza serrata: dovranno avere l’ok entro fine aprile. E il primo ha già avuto il via libera proprio martedì: l’agenzia delle Entrate ha pubblicato online il modello e le istruzioni per richiedere il nuovo contributo a fondo perduto (si veda il Sole24Ore di ieri).

In media, facendo un calcolo puramente matematico, il “Sostegni” (Dl 41/2021) ha un provvedimento attuativo ogni due articoli (vale a dire 0,49 provvedimenti attuativi ad articolo). A dimostrazione della complessità del testo, anche se lontano dalla media di misure che già al primo via libera del consiglio dei Ministri si erano dimostrate ben più corpose, come il decreto legge “Agosto” (0,46 provvedimenti attuativi per ogni articolo), quello “Rilancio” (0,37) o la manovra 2021 (0,36). Anche se durante l’iter di conversione in legge il testo è destinato ad appesantirsi di altre misure applicative. Il M5S ha annunciato ieri un emendamento «per estendere in varie direzioni i contributi a fondo perduto» ed evitare gli “esodati” dei ristori. Basti poi pensare a quanto avvenuto per il decreto Ristori varato dal precedente governo, il Conte 2: dai 15 provvedimenti attuativi previsti dalla somma dei quattro decreti ristori approvati singolarmente dal consiglio dei ministri, si è passati a quota 32 dopo la conversione in legge e il loro riassorbimento in un unico testo. Le misure applicative del Sostegni andranno poi a sommarsi agli atti lasciati in eredità dalle riforme economiche dei governi Conte 1 e Conte 2. Secondo il monitoraggio del Sole 24 Ore sui dati dell’Ufficio per il programma di Governo all’appello mancano 436 atti, di cui 196 scaduti, scesi comunque rispetto ai 547 del 27 gennaio 2021 (giorno successivo alle dimissioni di Conte), tra provvedimenti attuativi varati e altri decaduti perché ormai superati. Nel complesso, il tasso di attuazione è salito dal 40,5% al 49,2%, con il Conte 1 passato dal 61,4 al 66,3% e il Conte 2 dal 32,7 al 42,3%.

Tra i provvedimenti attuativi più attesi del “Sostegni” c’è il decreto del ministero dell’Economia, da varare entro il 22 aprile, con la definizione delle modalità e delle date dello stralcio della cartelle fino a 5mila euro. L’urgenza che accompagna poi il capitolo scuola nella pandemia ha imposto tempi strettissimi al Dm Istruzione (7 aprile la scadenza) che dovrà assegnare 150milioni alle istituzioni scolastiche per la gestione dell’emergenza, dall’attività didattica al recupero delle competenze e della socialità degli studenti durante il prossimo periodo estivo. E sempre viale Trastevere dovrà ripartire i fondi tra le regioni del Sud per sostenere la didattica a distanza.

Conto alla rovescia anche per il Dm Sviluppo che dovrà disciplinare le modalità di accesso al neonato Fondo grandi imprese presso il Mise da 200 milioni. L’attuazione della norma che dovrà assicurare la continuità operativa alle aziende con 250 o più dipendenti e con un fatturato superiore a 50 milioni in temporanea difficoltà finanziaria tramite la concessione di prestiti agevolati da rimborsare in 5 anni dovrà arrivare entro il 22 aprile. Stessa scadenza per ripartire tra le Regioni il fondo di 200 milioni da destinare alle attività economiche colpite dalla stretta anti-covid, inclusi negozi e ristoranti nei centri storici e nel settore degli eventi.

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