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Dl Rilancio, conti senza affanni

Rinvio al 30 settembre del termine per l’approvazione dei bilanci di previsione 2020-2022 e della salvaguardia degli equilibri ed al 31 gennaio 2021 di quello per il varo dei preventivi 2021-2023.

Ripristino del timing originario dell’iter di repressione dei fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso, ovvero criminale, in seno agli organi della pubblica amministrazione. Incremento del limite massimo di ricorso all’anticipazione di tesoreria a 5/12 per gli enti in crisi finanziaria.

Previsione di una riduzione (facoltativa) del 20% di aliquote e tariffe in caso di pagamento mediante domiciliazione bancaria. Esenzione dal plateatico anche per le manifestazioni culturali autorizzate su suolo pubblico, ma a discrezione degli enti locali. Conferma sino a fine anno dell’iter semplificato di concessione del lavoro agile e obbligo di pianificare a regime il ricorso a tale strumento attraverso il Piano per l’organizzazione del lavoro agile (Pola).

Sono alcune delle novità introdotte per gli enti locali nell’ultimo miglio della conversione del decreto legge Rilancio (dl 34/2019) il cui ddl di conversione è stato approvato ieri dall’aula della Camera dei deputati con 278 voti favorevoli, 187 voti contrari e un astenuto su un totale di 466 presenti. Il testo ora passerà al Senato che dovrà convertire definitivamente il decreto entro il 18 luglio. Una dead line troppo stretta per pensare che palazzo Madama possa modificare il testo uscito da Montecitorio che a questo punto sarà definitivo.

Le misure, introdotte nel corso dell’esame in commissione bilancio si aggiungono al piatto, già piuttosto ricco, preparato nella versione iniziale del provvedimento e nei primi passaggi parlamentari (si veda la tabella per il dettaglio).

Molte sono già entrate in piena fase attuativa (si pensi alle anticipazioni di liquidità e ai fondi compensativi dei minori incassi da Imu turistica, Tosap/Cosap e imposta di soggiorno). Eppure gli amministratori non sono ancora soddisfatti, tanto che ulteriori misure, sia finanziarie che ordinamentali, hanno trovato posto nel decreto semplificazioni.

Nel corso del voto finale sul decreto è stato approvato un ordine del giorno (dei deputati di opposizione Stefano Benigni, Manuela Gagliardi, Claudio Pedrazzini, Giorgio Silli e Alessandro Sorte che fanno riferimento al governatore ligure Giovanni Toti) volto a chiarire che l’utilizzo delle risorse straordinarie per i comuni colpiti dal Covid è da intendersi anche per spese di investimento legate all’emergenza.

«Si fa così finalmente luce su una norma che stava creando difficoltà a sindaci e segretari generali nell’utilizzo dei fondi», hanno dichiarato i deputati firmatari. «Ringraziamo il viceministro all’economia Antonio Misiani per aver compreso il problema accogliendo con un parere favorevole il nostro ordine del giorno. Ora le risorse disponibili potranno essere utilizzate al meglio dai nostri amministratori locali».

Tra gli emendamenti approvati dalla commissione bilancio della Camera si segnala quello a firma del vicepresidente Anci, Roberto Pella, che ha sospeso il periodo di impugnazione delle decisioni della Corte dei Conti in materia di piani di riequilibrio. Non è invece stata accolta la richiesta di estendere la sospensione anche per gli enti in dissesto guidato. La norma avrebbe permesso di assicurare la continuità gestionale degli enti in piano di riequilibrio che abbiano riformulato il percorso di risanamento.

Fondo per le funzioni fondamentali

Intanto, si allungano i tempi per il riparto del fondo per le funzioni fondamentali previsto dall’art. 106 del dl. Entro oggi era atteso il decreto sui criteri, determinante per l’assegnazione della seconda quota pari al 70%, previa intesa in Conferenza stato-città. Tuttavia quest’ultima non è ancora stata convocata. Inoltre, il dm non assegna ancora gli importi per ogni ente locale ma si limita a stabilire i criteri. Di conseguenza slitterà ancora il momento utile per ricalibrare le previsioni. Inoltre, il decreto Rilancio nulla dispone in materia di assestamento generale, che quindi rimane confermato al 31 luglio 2020.

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