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Divorzio tra Alitalia e Air France-Klm

Brusco stop agli accordi con Air France-Klm. Alitalia, a partire dal primo gennaio del 2017, metterà fine alla sua “dipendenza” dal gruppo francoolandese nella manutenzione, nel code sharing sulle rotte europee e sul trasporto merci, tutte voci che hanno depresso negli ultimi anni i conti del vettore romano. Secondo l’amministratore delegato di Alitalia, Silvano Cassano, «erano patti che ci stavano stretti e che tarpavano le ali alle performance, alle nostre ambizioni, alle possibilità di rilancio e di successo della nuova compagnia ».
A Repubblica l’ad spiega che «quegli accordi erano stati sottoscritti in un momento di estrema debolezza di Alitalia. Su ciò non abbiamo nulla da ridire — spiega — gli affari si fanno anche in questo modo. Ma stavolta noi difendiamo i nostri interessi da una posizione differente. E quindi abbiamo comunicato alla controparte con largo anticipo rispetto ai dodici mesi previsti, l’uscita da questa alleanza, che ci permetterà di migliorare la nostra performance e il nostro fatturato e di creare una Cargo City a Malpensa che sarà il cuore di un network che unirà l’Asia al Nord America». Un piano che prevede il trasporto merci in collaborazione con Etihad e dalle rotte servite dalle due compagnie tra America e Oriente.
L’accelerazione è giunta a quasi sei mesi dall’avvio ufficiale delle nuove attività che hanno visto l’ingresso in Alitalia Sai di Etihad, guidata dall’ad James Hogan. La partnership, e i relativi accordi di joint venture ancillari che garantiscono ad Air France-Klm oltre 75 milioni di euro l’anno decadranno nel 2017 in mancanza di un nuovo contratto di collaborazione tra le compagnie che, al momento, sarebbe ancora lontano anche se, per Air France-Klm il matrimonio non è ancora fallito: «Ne stiamo ancora parlando, per capire come le due compagnie possano collaborare in Europa in futuro».
Resta però confermato lo stop che coinvolgerà tra 18 mesi le attività passeggeri, oggi gestite dai tre vettori tra l’Italia, la Francia, Olanda e altre destinazioni. Nel mirino anche i servizi di marketing, la vendita e la distribuzione dei servizi cargo belly (quelli forniti nella stiva degli aerei dei voli di linea) oggi gestiti da Air France-Klm.
Gli accordi originali erano stati definiti da Alitalia Cai nel 2009 e nel 2010, «in un contesto economico allora molto diverso» come spiega l’ad Cassano e sono stati successivamente trasferiti ad Alitalia Sai nel gennaio del 2015: «Oggi questi accordi non sono più vantaggiosi né sotto il profilo commerciale, né sotto il profilo strategico per la nuova Alitalia e per il suo ambizioso piano di rilancio». Cassano sottolinea come questi contratti di fornitura e code sharing siano stati negoziati «quando Alitalia era in una posizione molto diversa, con il risultato che gli stessi accordi, nella loro forma attuale, favoriscono la controparte e limitano la nostra capacità di ridisegnare il network e la possibilità per Alitalia di conseguire una sostenibilità di lungo termine delle proprie attività».
A questo punto, il ruolo dominante che Air France ha avuto negli ultimi 10 anni decade e secondo il numero uno del vettore «la nostra priorità, per l’Italia e per Alitalia, è quella di riconquistare il mercato dei turisti in arrivo nel Paese, servendo al contempo gli italiani in viaggio all’estero per turismo o per affari».
Una della novità che potrebbero però scuotere in positivo i conti sempre in rosso di Alitalia potrebbe venire dal rilancio del settore merci, affidato completamente ad Air France: «Nei nostri piani puntiamo a fornire soluzioni cargo competitive per l’industria manifatturiera italiana, la seconda più grande in Europa, che ha sempre più bisogno di esportare merci in tutto il mondo». E la creazione di Cargo City a Malpensa, potrebbe creare un polo per l’export dalle aree industriali del Nord verso Asia e Americhe.
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