Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Divorzio breve, spazio ai mediatori familiari

A quarant’anni dal referendum sul divorzio, approvata la riforma dello stesso con l’introduzione del c.d. «divorzio breve».

Una riforma come questa (approvata dalla Camera il 29 maggio scorso e che va al Senato per la seconda lettura), che va a modificare un istituto cardine del nostro ordinamento nazionale, ovvero la famiglia, perno attorno al quale ruota tutta la struttura del codice civile, non poteva non essere esito di una concertazione bipartisan con 381 voti a favore, 30 contrari, 14 astenuti.

In verità, stavolta, la concertazione è stata addirittura «tripartisan» in quanto votata da Pd, Fd, Sc, Sel, Fdi, M5s mentre la Lega Nord ha lasciato ai propri deputati «libertà di coscienza». Gli unici contrari sono stati i deputati popolari per l’Italia-Udc.

Stante il testo approvato, le novità introdotte da Montecitorio possono essere così riassunte:

1) Eliminazione del periodo di separazione di tre anni prima di poter chiedere il divorzio.

2) Il termine per chiedere il divorzio decorre dalla notifica del ricorso ed è pari a 12 mesi in caso di separazione giudiziale e 6 mesi in caso di consensuale.

3) Il c.d. «divorzio breve» sarà applicabile, come ogni reformatio in melius, anche per i procedimenti in corso.

4) La comunione dei beni si scioglie quando il giudice autorizza i coniugi a vivere separati o al momento di sottoscrivere la separazione consensuale.

Palese la differenza con quanto previsto dal testo originario, in quanto nel testo licenziato il decorrere del tempo non parte dal deposito degli atti, ma dalla notifica. Così come da sottolinearsi il fatto che, ai fini della riduzione del termine, non si tiene conto della presenza o meno di figli minori.

Come già detto, ma giova qui ribadire, di fondamentale importanza sarà dunque l’assistenza legale delle parti i cui difensori dovranno abbandonare la troppo abituale veste di professionisti della lite per indossare il più civile abito di esperti del dialogo e mediatori.

In particolare sarà importante rafforzare la mediazione familiare, che è un vero e proprio percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione familiare o al divorzio.

Questo istituto è stato introdotto nel nostro ordinamento a seguito dell’approvazione della legge 8 febbraio 2006 n. 54, in vigore dal 16 marzo 2006, recante la denominazione «Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli» dopo 12 anni di dibattito parlamentare accogliendo, parzialmente, i suggerimenti che provenivano da positive esperienze di mediazione straniere e italiane.

Come la mediazione civile tout court, anche la Mediazione Familiare si configura come intervento finalizzato, attraverso la riapertura da parte di un terzo neutrale di un dialogo interrotto o esacerbato, a sollecitare e promuovere nei genitori separati le competenze, attivando i potenziali spazi destinati alla cooperazione e alla cogenitorialità e a prevenire così il disagio dei minori.

In altre parole, la mediazione vuole trasformare il dolore del conflitto in un’opportunità per migliorare la qualità della propria vita e altrui esistenza.

La legge in questione, così come la riforma che introduce il divorzio breve, sancisce in modo inequivocabile il diritto dei figli «a mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori» eliminando, l’artificiosa logica del «genitore del quotidiano» e quello «del tempo libero», restituendo ai figli il diritto di ricevere l’apporto educativo affettivo di entrambi i genitori, anche se separati e conflittuali tra loro. La limitazione del tempo necessario per l’ottenimento del divorzio è un ulteriore incentivo alla riduzione del conflitto tra i coniugi.

L’accresciuta sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso le problematiche di coppia, sempre più diffuse per l’alta incidenza delle separazioni coniugali, è un dato di fatto e tutti gli operatori del diritto familiare devono dunque prendere atto che il nostro Paese ha inteso porsi in linea con i recenti orientamenti culturali, in tema di divorzio, degli altri paesi d’Europa e del mondo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa