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Divorzio, basteranno 12 mesi

Primo via libera al divorzio breve. In caso di contenzioso i coniugi potranno porre fine agli effetti del matrimonio in 12 mesi al massimo mentre, nel caso in cui ci sia accordo i tempi si ridurranno a 6 mesi. Ai fini della riduzione non si terrà conto della presenza o meno di figli minori. I termini, inoltre, inizieranno a decorrere dal momento del deposito degli atti, invece che dalla notifica. Queste le disposizioni in materia di cessazione degli effetti del matrimonio che, ieri, hanno ottenuto il via libera di Montecitorio con 381 voti favorevoli e 30 contrari. Il ddl passa ora al vaglio della Commissione giustizia del senato. Il passaggio parlamentare, però, non dovrebbe riservare troppe sorprese dato che, come ha più volte sottolineato il relatore alla camera del ddl, Luca D’Alessandro (Fi), «nel corso dei lavori abbiamo, più volte, riscontrato una forte comunione di intenti da parte di tutti i gruppi». Cala quindi, momentaneamente il sipario sull’ipotesi del divorzio diretto in caso di separazione consensuale. La proposta di modifica, infatti, presentata da alcuni esponenti del Gruppo misto e del Pd, è stata ritirata nel corso dei lavori in commissione giustizia «anche se», ha spiegato al termine delle votazioni il relatore, «nulla vieta che possa essere ripresentata nel corso del passaggio al senato. Non c’è, infatti, una precisa linea contraria a questa proposta, ma il lavoro svolto ha cercato di andare incontro alle esigenze di tutte le parti politiche». Il testo licenziato, però, non prevede modifiche solo temporali. Il terzo articolo, infatti, agisce sul fronte della comunione dei beni. In particolare, la norma stabilisce che «nel caso di separazione personale, la comunione tra i coniugi si scioglie nel momento in cui, in sede di udienza presidenziale, il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati, ovvero alla data di sottoscrizione del verbale di separazione consensuale dei coniugi dinnanzi al presidente, purché omologato». Diversa la situazione nel caso in cui i coniugi siano in comunione legale. In questo caso, infatti, «la domanda di separazione è comunicata all’ufficiale di stato civile ai fini dell’annotazione a margine dell’atto di matrimonio. La domanda di divisione della comunione legale, inoltre, può essere introdotta insieme alla domanda di separazione o di divorzio». Prevista, infine, anche una disciplina transitoria. Viene, infatti, garantita l’immediata operatività della legge anche nel caso il procedimento di separazione risulti pendente all’entrata in vigore della nuove norme. A esprimere la propria soddisfazione per il lavoro svolto, il presidente della commissione giustizia della camera, Donatella Ferranti (Pd). «Il provvedimento sul divorzio breve è un testo equilibrato che, senza stravolgere le norme, renderà più snello il percorso giudiziale. Abbreviare i tempi», ha evidenziato la Ferranti, «facilita la soluzione dei conflitti tra coniugi, anche a vantaggio della serenità dei figli. Dopo tanti tentativi andati a vuoto nelle scorse legislature, stavolta siamo vicini al traguardo. È una legge doverosa in linea con i tempi e con gli altri paesi, è un passo avanti di civiltà giuridica e sociale». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministero della giustizia. «Il testo rappresenta il frutto di un dibattito parlamentare serio e intenso che si è sviluppato lungo le ultime quattro legislature», ha sottolineato il viceministro della giustizia Enrico Costa (Ncd), «in un momento storico in cui spesso si legifera sull’onda dell’emergenza, questo provvedimento rappresenta il risultato di un lavoro maturato negli anni».

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