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Divorzio, assegno senza eccezioni

di Debora Alberici 

L'ex marito, titolare di un reddito più alto della moglie, è tenuto a versarle l'assegno di divorzio anche nel caso in cui questa abbia ereditato un significativo patrimonio immobiliare. Prevale, anche in questo caso, il parametro del mantenimento del tenore di vita durante il matrimonio.

È quanto stabilito dalla Corte di cassazione che, con la sentenza numero 23776 del 14 novembre 2011, ha condannato un uomo al pagamento di un assegno mensile in favore della ex, riconoscendole anche il diritto a percepire la quota del 40% dell'importo liquidato a titolo di trattamento di fine rapporto.

Il caso. La vicenda è avvenuta a Cremona. Dopo la crisi matrimoniale la moglie aveva chiesto e ottenuto la separazione. Quindi aveva presentato istanza di divorzio. Il Tribunale lo aveva decretato respingendo, tuttavia, la domanda della donna volta a ottenere un contributo per il suo mantenimento. Ciò perché, aveva spiegato la Corte di merito, la donna era titolare di una cospicua eredità immobiliare. Contro questa decisione le ha presentato ricorso in secondo grado e, questa volta, ha vinto in pieno. Infatti, i giudici del Gravame hanno accolto l'istanza di lei accordandole un mantenimento e una quota del tfr dell'ex marito, nonostante gli appartamenti ricevuti in eredità. Ora lui ha presentato ricorso in Cassazione ma la prima sezione civile lo ha respinto.

Le motivazioni. In sostanza gli Ermellini, aderendo alle motivazioni della Corte di appello di Brescia, hanno rilevato una significativa sproporzione tra i redditi delle parti, nonostante la ex moglie avesse ereditato un patrimonio immobiliare. Così il Collegio di legittimità, accertando l'esistenza del diritto della donna all'assegno divorzile per mantenere il tenore di vita analogo a quello mantenuto e goduto durante le nozze, ha condannato l'uomo al pagamento di un assegno mensile di euro 508. La Cassazione ha applicato anche in questo caso uno dei brocardi del diritto di famiglia e cioè un principio che può ormai essere annoverato fra il diritto vivente ma che, come vediamo, si presta a interpretazioni elastiche e particolarmente estensive. In sostanza, secondo Piazza Cavour, «in tema di divorzio va osservato che l'accertamento dell'esistenza o meno del diritto del coniuge all'assegno divorzile, va effettuato verificando l'adeguatezza o meno dei mezzi del coniuge richiedente alla conservazione di un tenore di vita analogo a quello mantenuto in costanza di matrimonio. Irrilevante che il coniuge avente diritto abbia ereditato un cospicuo patrimonio immobiliare».

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