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Divorzi senza giudice né avvocato

Con il voto finale di ieri pomeriggio alla Camera prende corpo il primo passo di quella riforma della giustizia civile che dovrà portare al dimezzamento dell’arretrato e alla durata di un anno del giudizio di primo grado. Una strategia che, come seconda gamba, si regge, dopo queste prime misure urgenti, su un più ampio progetto di riscrittura del Codice di procedura civile sul quale, in attesa dell’approvazione della legge delega, è già al lavoro la commissione Berruti.
Intanto, con la conversione del decreto legge, prende un orizzonte certo il doppio binario per lo scioglimento del matrimonio senza l’intervento del giudice.
Alla possibilità, già operativa da qualche settimana, di disporre separazioni, divorzi, cambiamenti delle condizioni economiche di entrambi attraverso la (anche questa inedita) procedura di negoziazione assistita dagli avvocati si aggiunge, in vigore trascorso un mese dalla pubblicazione sulla «Gazzetta» della legge di conversione, l’opportunità di raggiungere il medesimo risultato con una procedura che non prevede neppure più l’assistenza legale e che si svolgerà davanti al sindaco. Con l’esclusione, in quest’ultimo caso, di tutte quelle unioni con figli minori, con handicap o non autosufficienti sul piano economico.
Se, nel caso dello scioglimento del matrimonio attraverso negoziazione, non è previsto l’intervento del giudice è tuttavia stabilito che l’accordo raggiunto sia comunque trasmesso al Pm per un controllo che sarà più incisivo quando riguarderà i minori. Per loro, infatti, la verifica del pubblico ministero è concentrata sulla corrispondenza dell’accordo al loro interesse, mentre, in assenza di minori o maggiorenni con handicap, il controllo è di semplice regolarità.
Al di fuori del diritto di famiglia, materia di impatto diffuso, in realtà il decreto punta a togliere dalle aule dei tribunali almeno 50mila controversie scommettendo su soluzioni stragiudiziali in parte già ammesse dall’ordinamento in parte nuove.
Tra le prime, gli arbitrati: nelle cause civili pendenti in primo e secondo grado le parti possono congiuntamente richiedere il procedimento arbitrale davanti a un collegio oppure a un arbitro (per le cause fino a 100mila euro di valore) scelto tra gli avvocati.
Tra le seconde, quelle dal profilo più innovativo, la convenzione di negoziazione assistita con la quale le parti si accordano per cooperare a risolvere la controversia con l’assistenza dei legali. Un tentativo di negoziazione è comunque obbligatorio, prima di andare in giudizio, per le controversie sul risarcimento danni da circolazione di veicoli e natanti e per le richieste di di pagamento fino a 50mila euro.
Per sanzionare sul piano economico l’abuso del processo viene assai limitata la discrezionalità del giudice in materia di compensazione delle spese, mentre in aderenza con la disciplina comunitaria sui ritardi nei pagamenti per le operazioni commerciali è previsto un incremento del tasso di interesse moratorio dal momento della proposizione della domanda giudiziale. Le cause meno complesse, per la cui decisione è sufficiente un’istruttoria semplice passeranno d’ufficio, con precedente contraddittorio anche attraverso trattazione scritta, dal rito ordinario di cognizione al rito sommario, con l’obiettivo di accelarere i tempi per una pronuncia comunque impugnabile.
Scatterà poi la ricerca telematica dei beni da pignorare: su istanza del creditore, la dispone il presidente del tribunale, autorizzando l’ufficiale giudiziario ad accedere in via telematica alle banche dati della Pa, anagrafe tributaria, archivio dei rapporti finanziari, Pra. Su un binario parallelo i tagli a chiusura dei tribunali e vacanze dei magistrati.
La contrazione dei termini di sospensione feriale dei procedimenti: il periodo feriale nei tribunali è compreso dal 1° al 31 agosto (anziché 1° agosto-15 settembre). Mentre il tanto discusso taglio delle ferie dei magistrati vede, dal 2015, la durata scendere a 30 giorni.

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