Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Divorzi, assegni pesanti

Il tenore di vita goduto durante il matrimonio è un parametro che deve continuare a essere preso in considerazione, assieme ad altri criteri, per decidere sul diritto dell’ex coniuge a ricevere l’assegno di divorzio.Lo ha sostenuto l’avvocato generale della Cassazione Marcello Matera, che ha rappresentato ieri la Procura generale davanti alle Sezioni unite civili della Suprema corte, chiamate a sciogliere il nodo giurisprudenziale e chiarire la linea da seguire nelle cause di divorzio, dopo la pronuncia rivoluzionaria della primavera 2017 (la cosiddetta sentenza Grilli) che escluse dai parametri il tenore di vita, basando tutto l’accertamento sul diritto all’assegno divorzile sulla mancata autosufficienza economica. «Si può anche convenire che il criterio dell’autosufficienza economica, con mezzi idonei per una vita libera e dignitosa, possa essere preso come parametro», ha detto il p.g. Matera, «ma non si può escludere il riferimento anche ad altri criteri», come quelli enunciati nell’articolo 5 della legge sul divorzio, ossia il tenore di vita, la durata delle nozze, l’apporto dell’ex coniuge alla costruzione del patrimonio familiare. Secondo il magistrato, la premessa da cui partire è che «ogni singolo giudizio richiede la necessaria valutazione delle peculiarità del caso concreto» anche perché l’adozione di un solo principio «corre il rischio di favorire una sorta di giustizia di classe». L’avvocato generale, dunque, ha ricordato la pronuncia delle sezioni unite del 1990, che ribadì «la natura assistenziale dell’assegno di divorzio», nonché la sentenza del 2015 della Corte costituzionale da cui emerge che «il tenore di vita non costituisce l’unico parametro di riferimento, ma concorre, caso per caso, al bilanciamento con altri criteri». Della decisione delle sezioni unite civili della Cassazione sull’assegno di divorzio si conosceranno i contenuti più avanti: come accade, infatti, per tutte le sentenze civili, per conoscere il verdetto bisogna attendere il deposito con le motivazioni, che, come prevede la legge, avviene, salvo proroghe motivate, entro un mese. Il collegio degli alti giudici è presieduto dal primo presidente Giovanni Mammone e composto anche da due giudici donna, di cui una, Maria Acierno, è la relatrice della causa. Il caso in esame riguarda una coppia emiliana, lui imprenditore, lei professionista, sposati dal 1978 e separati consensualmente dal 2007: in primo grado, il tribunale di Reggio Emilia aveva riconosciuto a favore della donna un assegno mensile di 4 mila euro. In appello, invece, i giudici di Bologna avevano negato ogni diritto all’assegno divorzile, applicando l’orientamento della sentenza Grilli, depositata solo due settimane prima, e disponendo l’obbligo per la signora di restituire all’ex marito le quote di assegno percepite dalla sentenza di primo grado. I due si erano sposati molto giovani e venivano da famiglie modeste, è stato ricordato in udienza, e il patrimonio familiare – pari a 7 milioni di euro, diviso a metà con un accordo in sede di separazione, con cui lui aveva tenuto le aziende, mentre lei aveva optato per denaro e beni immobili – era stato tutto costruito durante le nozze. La moglie, inoltre, non ha sacrificato la sua carriera per la famiglia, continuando ad esercitare con successo la sua professione nel corso del matrimonio.

Secondo il p.g. Matera, va accolto il ricorso della signora e il caso deve tornare all’esame dei giudici di merito, con un processo d’appello bis, «per valutare il caso concreto. Il giudice d’appello», ha rilevato il magistrato, «si è limitato solo a recepire il nuovo orientamento».

Giovanni Galli

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Fininvest esce da Mediobanca dopo 13 anni, e con l’aiuto di Unicredit vende il suo 2% ai blocchi: ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una nuova tassa sulle multinazionali, quelle digitali e anche quelle tradizionali. Pagamento delle i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La prossima settimana il Consiglio dei ministri varerà due decreti. In uno ci saranno la governance...

Oggi sulla stampa