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Divorzi, assegni in bilico

Telefoni roventi negli studi legali italiani. Soprattutto in quelli degli avvocati matrimonialisti, che da qualche giorno non fanno altro che cercare di dare risposte ai propri clienti se anche per loro sarà possibile far rivedere al ribasso l’assegno di mantenimento. La recente sentenza n. 11504/17 della Cassazione, che ha sostanzialmente reinterpretato il diritto di famiglia, sostituendo allo storico criterio del «mantenimento dello stesso tenore di vita» il principio dell’autoresponsabilità dei coniugi (anche quello più debole) e delle sua capacità, anche potenziali, al proprio mantenimento, ha infatti riaperto le speranze in migliaia di persone.

Tutti coloro che stanno affrontando una causa di divorzio (secondo quanto risulta ad Affari Legali, ci sono circa 47 mila procedimenti per divorzi contenziosi pendenti), d’ora in poi faranno di tutto perché i giudici tengano in considerazione questa sentenza della Suprema corte, per far rivedere al ribasso l’assegno di mantenimento già deliberato. Uno dei primi a fare questo tentativo, mercoledì, è stato l’ex premier Silvio Berlusconi, che, attraverso i propri legali, ha presentato un’istanza alla Corte d’appello di Milano per anticipare l’udienza di divorzio da Veronica Lario, così da poter chiedere al giudice di rivedere al ribasso l’importo dell’assegno di mantenimento che oggi è pari a 1,4 milioni di euro mensili. Ma, secondo gli avvocati che Affari Legali ha sentito questa settimana, ferma restando l’autonomia dei giudici, caso per caso, di valutare le istanze, ci sarà sicuramente molto da lavorare nelle prossime settimane. Anche in attesa che il legislatore intervenga, come annunciato, sul tema dei patti prematrimoniali, oggi vietati, ma che potrebbero aprire un nuovo filone di lavoro per gli studi.

Roberto Miliacca

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