Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Dividendi delle banche la mezza apertura della Bce. Ai soci solo il 15% degli utili

La vigilanza bancaria europea apre alla distribuzione di dividendi, ma li limita a «circa un terzo dell’anno normale», come ha detto il presidente del Meccanismo di vigilanza unica, Andrea Enria.
Fino a settembre 2021 i nuovi paletti serviranno ad assicurare che gli istituti usino le riserve patrimoniali per assorbire le perdite sui finanziamenti (che Francoforte stima fino a 1.000 miliardi di euro per gli effetti della pandemia) riuscendo a mantenere il credito a imprese e famiglie. Allora, se i vaccini avranno immunizzato gli europei dal Covid, si potranno togliere le restrizioni avviate a marzo e mitigate ieri, sancendo «il ritorno alla normalità» che il banchiere italiano spera nel 2022.
Il consiglio dell’organismo di Francoforte ha scelto, dunque, una cauta apertura, che come ha detto Enria intervistato da Bloomberg ha ottenuto «ampio supporto del board» (non l’unanimità), e che a prima vista pare più restrittiva rispetto alle speranze di banchieri e loro investitori, tornati di slancio sul settore nelle ultime settimane. Sul mercato prevalevano due “linee”, tra chi sperava in primavera di poter distribuire gran parte degli utili accantonati nel 2019, e chi addirittura avrebbe voluto restituire ai soci anche quelli del 2020. Un’annata che sta chiudendo in modo piuttosto positivo per le banche, anche grazie alle misure di flessibilità contabile concesse dalla vigilanza, a quelle monetarie prese dalla Bce, alle politiche fiscali dei governi (in Italia circa 150 miliardi di euro prestati da banche hanno garanzia statale) e alle moratorie, con cui le associate Abi hanno sospeso le rate su oltre 300 miliardi. Ma non durerà per sempre: tanto che già nei bilanci 2020 la vigilanza preme per vedere nuovi e più corposi accantonamenti.
L’indicazione tecnica fornita ieri è «evitare o limitare la distribuzione di dividendi fino al 30 settembre 2021», applicando il limite più stringente fra il 15% massimo degli utili cumulati 2019-2020 (quelli 2021 non vanno erogati) e 20 punti base di patrimonio primario (Cet1). «Stimiamo che la distribuzione cedolare sarà tra 10 e 20 miliardi di euro, circa un terzo dell’anno normale», ha detto Enria.
La cedola sarà comunque un lusso riservato a operatori in utile e con patrimonio solido, che potranno chiedere e nel caso ottenere il consenso dei vigilanti. Ieri Enria ha aggiunto però che «abbiamo già visto i piani distributivi e sono moderati, non ci aspettiamo di fare grandi interventi ». Dati gli aiuti pubblici ancora consistenti, è stata infine raccomandata «estrema prudenza» sui bonus ai manager e sui riacquisti di azioni proprie. Quelli su cui puntava il dimissionario ad Jean Pierre Mustier) per riconquistare gli azionisti di Unicredit.
Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La nuova Cassa depositi e prestiti si presenta, e s’immagina nei prossimi tre anni: con un ruolo ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Bisogna essere pazienti, è il mantra dei vertici della Bce. L’inflazione sta salendo, è vero, s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A valle di un Comitato controllo rischi e un collegio sindacale da cui emerge un importante deterio...

Oggi sulla stampa