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Dividendi, debutta l’aliquota al 20%

di Antonio Criscione e Gianfranco Ursino

MILANO
A quasi tre mesi dall'entrata in vigore delle nuove aliquote (più o meno) unificate per le rendite finanziarie, l'agenzia delle Entrate pubblica i chiarimenti sul nuovo regime di tassazione, sul regime transitorio e – come capitolo importante di quest'ultimo – le regole per l'affrancamento dei valori detenuti al 31 dicembre 2011.
A rischio infrazione
La circolare 11/E che porta la data di ieri, 28 marzo 2012, entra nei dettagli dell'applicazione dell'aliquota «unica» del 20% (che si applica per esempio ai dividendi in distribuzione in questi giorni) e che sostituisce quella del 27% (prima prevista per conti correnti, libretti di risparmio, certificati di deposito, conti deposito vincolati e obbligazioni private con scadenza inferiore ai 18 mesi) e del 12,50% (azioni, fondi, polizze e così via). Sono previste, però, delle eccezioni: l'aliquota rimane ferma al 12,5% per i titoli di Stato italiani e i buoni fruttiferi postali, «per salvaguardare alcuni interessi generali di natura pubblica oppure specifici interessi meritevoli di tutela da parte dell'ordinamento». Un'agevolazione, quella del 12,5%, prevista anche per i titoli emessi da enti sovranazionali o internazionali riconosciuti in Italia, i titoli di natura obbligazionaria emessi da Stati esteri presenti nella white list e i prestiti obbligazionari emessi da enti territoriali (regioni, province, comuni e comunità montane) solo italiani. Particolarità, quest'ultima, che rischia di far scattare una procedura di infrazione da parte della Ue. Trattamento di riguardo è stato riservato ai titoli di risparmio per l'economia meridionale, per i quali è prevista un'aliquota di favore del 5 per cento. La circolare 11/E, invece, precisa che al momento la previsione di tassare con un'aliquota di favore i cosiddetti «piani di risparmio a lungo termine» (previsti all'articolo 2, comma 7, lettera d del decreto 138/2011), non trova immediata applicazione in mancanza di una normativa primaria di sostegno.
L'aggiornamento della lista
In particolare, la circolare aggiorna l'elenco degli emittenti esteri, finora contenuto in un vecchio decreto ministeriale non aggiornato da parecchi lustri. Anche l'elenco contenuto nella circolare, è a titolo esemplificativo, ma almeno è più aggiornato e (sempre a titolo esemplificativo) la Bei ormai è ufficialmente tra gli enti che emettono titoli che godono del trattamento fiscale "più uguale", ovvero al 12,5 per cento.
Per l'elenco dei Paesi da far rientrare nella cosiddetta «White List», invece, le Entrate precisano che in attesa di definirla con un nuovo decreto ministeriale rimane valida la lista dei Paesi riportata nel decreto ministeriale 4 settembre 1996 e successive modifiche (si veda a pagina 2).
Il chiarimento tardivo
Il chiarimento più atteso contenuto nella circolare di ieri riguarda sicuramente l'affrancamento (con le vecchie aliquote) dei valori detenuti a fine dello scorso anno, per evitare di scontare la tassazione più elevata a un successivo realizzo. Per chi è in regime di risparmio amministrato, infatti, la scadenza per esercitare l'opzione e versare l'imposta sostitutiva è il 31 marzo. Una scadenza fissata in un provvedimento ritenuto urgente lo scorso agosto e adottato in forma di decreto legge, ma i cui chiarimenti arrivano con la circolare 11/E a poche ore dalla scadenza. Peraltro con soluzioni innovative che metteranno a dura prova le possibilità organizzative degli intermediari: come l'esclusione dei titoli di Stato (ed equiparati) dall'affrancamento e la compensazione tra i diversi rapporti detenuti presso lo stesso intermediario. Soluzioni che richiederanno una corsa contro il tempo da parte degli intermediari in queste ore. Anche se la scadenza è al 2 aprile (il 31 marzo indicato dalla legge cade di sabato e quindi si va al lunedì successivo) il tempo è poco. Il versamento dell'imposta sostitutiva va effettuato comunque entro il 16 maggio e nella scadenza di marzo il contribuente deve esercitare solo (si fa per dire) l'opzione. Un patema che non si riproporrà per chi è in regime dichiarativo, perché in quel caso l'opzione andrà esercitata in dichiarazione e la sostitutiva seguirà il saldo delle imposte sui redditi.

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