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Dividendi bancari, in Europa c’è chi vuole allungare la dieta

La contrarietà rispetto alla proposta, anche all’interno dello stesso Parlamento Ue, è fortissima. E per questo è possibile che, alla fine del confronto tra i deputati, a Bruxelles si scelga di soprassedere sul tema. Ma di certo sta facendo discutere la mossa avanzata da alcuni europarlamentari dei Verdi e di Sinistra Unitaria Europea (Gue/Ngl) di estendere al 2021 il divieto alle banche di distribuire cedole sugli At1 e dividendi.

La novità è emersa nei giorni scorsi in forma di emendamento al regolamento Crr, testo che è in corso di modifica in queste settimane al Parlamento Ue. La proposta di modifica recita infatti che «al fine di rafforzare la resilienza del settore finanziario e rafforzare la sua capacità di prestare all’economia reale nell’attuale situazione di crisi, gli enti creditizi sospenderanno qualsiasi tipo di distribuzione fino all’ottobre 2021». Fino a tale data, prosegue la proposta evidenziata anche dagli analisti di Bofa,«gli enti creditizi sospenderanno anche i riacquisti di azioni e pagamenti eccessivi di bonus». Il confronto tra i deputati come detto è serrato. E a quanto risulta aIl Sole 24Ore all’interno del Parlamento non vi sarebbe un accordo di compromesso sul tema in questione, anche per l’assenza di un fondamento giuridico valido in tal senso. Anzi, l’opposizione sarebbe tale da rendere poco probabile l’approvazione della proposta tale e quale. Tutto si chiarirà meglio nei prossimi giorni. L’iter prevede un primo passaggio, lunedì 8 giugno, alla commissione Econ, guidata dall’italiana Irene Tinagli, e poi il voto finale in seduta plenaria al Parlamento il 17 giugno. Le modifiche alla Crr sono finalizzate a recepire nel diritto europeo i numerosi allentamenti delle misure prudenziali avanzate dalle diverse autorità di regolamentazione, di vigilanza e dell’Ue per favorire il credito delle banche a famiglie e imprese. Il timore diffuso sul mercato, tuttavia, è che «questa particolare misura avrebbe l’effetto opposto di quello sperato», spiegano gli analisti di Bank of America.

Lo stop ai dividendi sul 2019 è stato deciso dalla stessa Vigilanza Bce all’indomani della pandemia ed è stato rispettato sostanzialmente da tutte le banche europee, italiane in primis. Una sua prosecuzione rischia di deprimere ulteriormente i prezzi del comparto. «Non abbiamo bisogno di aggiungere che questa clausola – continuano gli analisti – per ridurre il valore delle azioni bancarie», perché «l’estensione del divieto per un altro anno lascerebbe il sistema bancario senza accesso al capitale esterno e aumenterebbe materialmente il tasso di sconto applicato al sistema». A sua volta, poi, «questo maggior costo del capitale è un forte disincentivo per le banche a prestare». Nel contempo, va segnalato che tra le proposte di modifica al testo ce n’è invece una di interesse per le banche italiane e caldeggiata dall’Abi che prevede la sterilizzazione a patrimonio delle variazioni dei prezzi dei titoli di Stato detenuti dalle banche nei portafogli dedicati al trading. L’impatto della sterilizzazione sarebbe decrescente e si esaurirebbe nel 2024. Il dibattito, anche su questo punto, è aperto ma a Bruxelles c’è fiducia su una sua possibile approvazione.

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