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Diventano digitali 300mila ricorsi presentati nei Tar

di Antonello Cerchi

ROMA – Il codice del processo amministrativo, che ha debuttato il 16 settembre dell'anno scorso, ha impresso una forte accelerata al processo telematico presso i Tar e il Consiglio di Stato. Sono, infatti, già 22mila gli atti che i tribunali e Palazzo Spada hanno ricevuto in formato digitale in questi ultimi otto mesi.

A questa tappa se ne aggiungono altre, alcune avviate prima dell'arrivo del codice. Per esempio, la sede di Napoli del Tar Campania ha completato il progetto pilota che ha portato alla digitalizzazione di 30mila ricorsi (un totale di 2 milioni di pagine trasferite dalla carta ai bit). Progetto esteso sia agli altri tribunali – saranno informatizzati 300mila ricorsi (per 20 milioni di pagine) – e al Consiglio di Stato, che si prepara a trasformare in formato digitale 20mila ricorsi (per complessivi 1,8 milioni di pagine).

Anche se per la giustizia amministrativa non c'è ancora una data di partenza del processo telematico – l'articolo 13 delle norme di attuazione del codice rinvia a un decreto del presidente del Consiglio – Palazzo Spada e i tribunali sono di fatto entrati nel nuovo corso. Infatti, buona parte delle comunicazioni tra i giudici e gli avvocati già avvengono online. Tranne la prima parte del processo – ovvero il deposito del ricorso, dove fa fede la copia cartacea – gli altri passaggi possono avvenire attraverso la posta elettronica certificata. Non esiste ancora un obbligo per gli avvocati a comportarsi in tal senso, ma i legali sono stati sollecitati dalla giustizia amministrativa ad adeguarsi.

Al momento, pertanto, sussiste un sistema a doppio binario per il solo deposito del ricorso: per farlo l'avvocato deve necessariamente recarsi in cancelleria, ma in quell'occasione può depositare anche l'atto su dischetto, accertando, con un'autocertificazione, che il contenuto del Cd corrisponde alla copia cartacea. In tal caso, il legale riceve un codice da utilizzare per tutti i successivi contatti con la cancelleria, che da quel momento possono avvenire esclusivamente per via telematica. È però necessario dotarsi della posta elettronica certificata, con la quale tribunale e avvocato possono far viaggiare eventuali documenti integrativi del ricorso, gli avvisi di udienza e tutte le altre comunicazioni.

Il cambio di passo ha fatto breccia nella categoria degli avvocati amministrativisti, perché sono già 3mila quelli in possesso di Pec, che utilizzano per dialogare con la cancelleria. Si stima che nel 2011 quanto meno 400mila avvisi di udienza e di deposito di atti saranno trasmessi esclusivamente online.

 

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