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Dissesto non sempre effetto di bancarotta

Per far scattare il reato di bancarotta fraudolenta non è necessaria l’esistenza di un rapporto causa effetto tra la condotta dolosa e il fallimento. Con la sentenza 32032, depositata ieri, la Cassazione chiarisce che il requisito del fallimento è richiesto solo per il reato di bancarotta impropria.
Per dimostrare la correttezza della loro lettura i giudici invitano ad analizzare il lavoro del legislatore. Secondo la Suprema corte è, infatti, estremamente significativo che, con la modifica apportata all’articolo 223, comma secondo della legge fallimentare, la previsione del nesso causale con il dissesto – prima dell’intervento limitata alle ipotesi di bancarotta impropria «per causazione dolosa del fallimento» – sia stata estesa esclusivamente alle ipotesi di bancarotta impropria da reato societario.
Non una “dimenticanza” ma un atto voluto che rivela l’intenzione di chi ha scritto la norma «di riservare il requisito della necessità del rapporto causale fra la condotta e il dissesto al limitato ambito delle ipotesi di bancarotta impropria escludendolo di conseguenza per le altre fattispecie di bancarotta».
Al di fuori dell’ipotesi messa nero su bianco, gli altri atti di distrazione contengono per loro natura un’offensività che, nel caso della bancarotta fraudolenta patrimoniale, sta nell’attentare alla garanzia dei creditori rappresentata dal patrimonio dell’imprenditore distratto e utilizzato per scopi estranei all’impresa. In conclusione il fallimento pur essendo una condizione necessaria per la configurazione dei reati di bancarotta non ne costituisce l’evento.
La Cassazione, poi, con un’altra sentenza, la 32045 depositata ieri, torna ancora sulla bancarotta per ricordare che la falsificazione del bilancio non giustifica la condanna per bancarotta documentale fraudolenta. Del principio affermato, beneficia il ricorrente la cui condanna viene annullata.
La falsificazione del bilancio – azione che integra il reato di false comunicazioni previsto dall’articolo 2621 del Codice civile o, se è stata determinante per il dissesto o per un aggravamento, quello di bancarotta da reato societario – non consente da solo di affermare che sia stato consumato il reato di bancarotta fraudolenta documentale.
Perché la condanna regga è necessario provare che pur avendo analizzato le “carte” nel loro complesso non è stato possibile ricostruire per altre strade il volume e il patrimonio del fallito del quale era stata fornita un’immagine non veritiera. Nel caso esaminato invece il curatore era riuscito nell’impresa.

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