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Disoccupazione record dal 2004 Giovani, 600 mila senza posto

ROMA — Tra i giovani italiani che sono sul mercato del lavoro, quindi non gli studenti o gli inattivi, la disoccupazione è a livelli record. Nel mese di marzo, dice l’Istat, sono 600 mila, il 35,9 per cento, i disoccupati tra i 15 e i 24 anni, con un aumento di due punti percentuali rispetto a febbraio e del 7,7 per cento sull’anno. Si tratta di quasi l’11 per cento su tutta la popolazione giovanile italiana. Record è anche la percentuale dei disoccupati in generale, che sempre nel mese di marzo in Italia è salita al 9,8 per cento, il livello più alto dal 2004, dopo il 9,6 di febbraio. L’aumento, rispetto a marzo 2011 è di un punto e 7.
La situazione rilevata dai dati dell’Istituto di statistica è quindi molto pesante per il nostro Paese, e in qualche modo condiziona anche il dato europeo, pure quello drammatico, con nuovi massimi storici: l’Eurostat ha calcolato per il mese di marzo un 10,9 per cento di disoccupati in media nei Paesi dell’Eurozona, a febbraio era il 10,8 per cento, e un 10,2 nell’Ue a 27. Un anno fa il primo numero era il 9,9 per cento e il secondo il 9,4. Peggiora dunque il quadro sul fronte disoccupazione in Europa dove i disoccupati erano in marzo 24 milioni e 772 mila nell’Europa a 27, e 17 milioni e 356 mila nell’Eurozona. In un anno sono aumentati rispettivamente di oltre due milioni e cento in Ue e di un milione e 700 mila nei Paesi a moneta unica, in un mese (tra febbraio e marzo) di 193 mila unità in Ue e di 169 mila nell’Eurozona. Difficilissima la situazione della Spagna, dove il tasso di disoccupazione è passato in un anno dal 20,8 al 24,1 per cento, e in Grecia (dal 14,7 al 21,7). L’Italia sembra procedere nella stessa direzione e a marzo il numero dei disoccupati è, in valori assoluti, pari a 2 milioni e 506 mila persone e aumenta di 66 mila unità rispetto a febbraio. Sull’anno cresce del 23,4 per cento, 476 mila posti di lavoro in meno, sia per gli uomini sia per le donne.
Secondo la Cgil, che legge questi dati con grande preoccupazione, la disoccupazione reale in Italia è ormai al 13 per cento, era attorno all’11 lo scorso anno e sfiorava il 9 per cento nel 2009. Il rapporto 2012 dell’Ilo (International Labour Organization) diffuso qualche giorno fa parlava di un tasso di disoccupazione reale in Italia superiore al 9,7 per cento nel quarto trimestre 2011 poiché «ai quasi 2,1 milioni di disoccupati si aggiungono 250.000 in cassa integrazione».
Il leader nazionale della Cgil Susanna Camusso dice che «se non si ricomincia a creare posti di lavoro, la crisi sarà infinita». Duro anche Raffaele Bonanni della Cisl, per il quale senza il calo della pressione fiscale e senza un rilancio concreto dell’economia «il governo dei tecnici non basta». Ma preoccupazione e ansia la esprimono anche tutte le forze politiche. E prima ancora il capo dello Stato Giorgio Napolitano che, il primo maggio, ha lanciato l’allarme per la disoccupazione giovanile e ha chiesto di non «arroccarsi sulle conquiste del passato» mentre il ministro Elsa Fornero ha difeso la sua riforma e ha ammesso che «non è un bel Primo maggio per la disoccupazione».
Naturalmente diverse sono le ricette, per i partiti, il Pdl chiede più flessibilità in entrata e in uscita sul mercato del lavoro, agendo sull’articolo 18, in linea con la riforma del lavoro in discussione al Senato. Italia dei valori se la prende con il disegno di legge Fornero sul quale, «i dati Istat pesano come un macigno». Il Pd critica apertamente la politica economica di tutta l’area euro «imposta dai conservatori» e che «non funziona». La Lega pensa che il governo dei tecnici sia «incapace di risolvere la questione della disoccupazione».
Se la disoccupazione è al top, molto è anche il lavoro irregolare in Italia. Gli ispettori del ministero hanno ispezionato in questo primo trimestre 33 mila 297 aziende e in 16 mila 665 casi hanno riscontrato irregolarità: in particolare gli ispettori hanno scovato 31 mila 866 lavoratori irregolari, e di questi ben 10 mila 527 erano totalmente in nero.

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