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Disoccupati anche senza «attività»

La legge 183/2014 ha delegato al governo l’introduzione di principi di condizionalità attraverso cui collegare le misure di sostegno al reddito della persona inoccupata o disoccupata alle iniziative volte al suo inserimento nel tessuto produttivo, anche attraverso ilcontratto di ricollocazione.
In effetti, con le disposizioni di riordino degli ammortizzatori sociali (Dlgs 22/2015), sono state introdotte ulteriori norme di condizionalità rispetto al quadro preesistente, riguardante in particolare:
la perdita dello stato di disoccupazione (articolo 4 del Dlgs 181/2000);
il rifiuto dei lavoratori beneficiari di una prestazione di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro a partecipare a corsi di formazione o di riqualificazione o a parteciparvi regolarmente, senza un giustificato motivo (articolo 4, comma 40, della legge 92/2012);
il rifiuto dei lavoratori destinatari di un’indennità di mobilità o di indennità o di sussidi, a partecipare a un’iniziativa di politica attiva o di attivazione proposta dai servizi all’impiego competenti o a parteciparvi regolarmente senza giustificato motivo e nei casi di rifiuto di un’offerta di lavoro con una retribuzione superiore di almeno il 20% rispetto all’importo lordo dell’indennità cui ha diritto (articolo 4, comma 41, della legge 92/2012).
Ora sono previste specifiche e diverse condizionalità per la fruizione della Naspi e dell’Asdi. In particolare, l’erogazione della Naspi è vincolata alla regolare partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi all’impiego competenti, mentre la corresponsione dell’Asdi è condizionata all’adesione a un progetto personalizzato redatto dai competenti servizi per l’impiego, contenente specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, disponibilità a partecipare a iniziative di orientamento e formazione, accettazione di adeguate proposte di lavoro.
Per entrambe è poi prevista l’individuazione di ulteriori misure per condizionarne la fruizione alla ricerca attiva di un’occupazione e delle misure conseguenti all’inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di politica attiva, con successivi provvedimenti normativi.
Oltre a queste specifiche discipline sulla condizionalità per le politiche passive, lo stesso decreto regola quella del contratto di ricollocazione, che rappresenta il primo strumento di politica attiva finora introdotto nel nostro ordinamento. In particolare, è previsto che il beneficiario del contratto di ricollocazione perda la sua dote individuale nei casi in cui non partecipi alle iniziative previste dallo stesso contratto, rifiuti senza giustificato motivo una congrua offerta di lavoro pervenuta in seguito all’attività di accompagnamento attivo al lavoro o perda lo stato di disoccupazione.
Invece non è prevista la perdita dello stato di disoccupazione e la perdita dei trattamenti di politica passiva nel caso di mancata partecipazione alle iniziative del contratto di ricollocazione. Inoltre, il tenore letterale delle norme non chiarisce se la partecipazione alle iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di riqualificazione professionale a cui è condizionata la fruizione della Naspi o l’adesione a un progetto personalizzato a cui è condizionata quella dell’Asdi possano costituire le stesse iniziative previste dal contratto di ricollocazione.
Se così non fosse, il soggetto privo di lavoro può essere contemporaneamente beneficiario del contratto di ricollocazione e del trattamento previsto dalla politica passiva, dovendo partecipare a iniziative e a programmi diversi, potendo rifiutare la partecipazione alle attività della politica attiva senza perdere i trattamenti di integrazione al reddito previsti dalle politiche passive.
In sintesi, occorre che l’emanando decreto delegato sulle politiche attive ricostruisca in modo unitario le diverse condizionalità previste dalle singole misure, allineandone coerentemente e reciprocamente gli effetti. In particolare, per realizzare un vero principio universale di condizionalità, occorre che il soggetto in stato di disoccupazione possa contemporaneamente beneficiare di un trattamento di integrazione al reddito di politica passiva (Naspi, Asdi, Cigo, Cigs…) e di uno di politica attiva attraverso l’assistenza intensiva nella ricerca del lavoro, perdendo lo stato di disoccupazione e decadendo sia dalla politica attiva, sia dalla politica passiva, in tutti i casi di rifiuto immotivato di congrue offerte di lavoro e di mancata o non regolare partecipazione a tutti i programmi di attivazione alla ricerca di una nuova occasione di impiego, previsti dalle discipline delle singole misure.

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