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Disney e Microsoft puntano Twitter

Corteggiata da molti, indecisa se sposarsi, per Twitter le nozze potrebbero essere vicine. Ieri è stata la giornata dei pretendenti, che iniziano a scoprire le carte. Indecisa fino a una ventina di giorni fa se uscire dal listino di Borsa, con una crescita ormai ferma e in difficoltà con i conti, per Twitter il destino sembra ormai deciso, andrà a nozze. Ma con chi? Dopo i nomi di Google a Salesforce, diffusi nei giorni scorsi, ieri altri due pretendenti avrebbero scoperto le carte: Walt Disney e Microsoft.
Secondo indiscrezioni, la società di Topolino sta lavorando con un advisor finanziario a una possibile offerta. Nessuna certezza ancora, solo indiscrezioni di persone vicine all’affare, non confermate né smentite dalla stessa Disney e dagli uomini di Twitter.
L’offerta era nell’aria da tempo e tanto è bastato per mettere le ali al titolo del social network. In una giornata di ribassi sui listini americani, Twitter è salita dell’1,4%, consentendo di bruciare le perdite di avvio seduta, legate al downgrade di Oppenheimer a “underperform”.
D’altra parte un’offerta per Twitter consentirebbe a Disney di rafforzarsi nei social media, un vero tallone d’Achille per Topolino, soprattutto sul fronte dello sport. Disney infatti ha una forte presenza televisiva, ma è assente dalla Rete. «Un’acquisizione di Twitter avrebbe un senso strategico » per Disney, aveva affermato Richard Greenfield, analista di Btig, prima dell’ultimo Cda della società, quando era emerso il nome della Disney come possibile acquirente. Il fondatore di Twitter Dorsey, d’altra parte, siede anche nel board di Disney. Il cui chairman Bob Iger ha una reputazione di uomo capace di grande strategie. Fu lui da poco seduto sulla poltrona di Ceo a portare in ambito Disney la Pixar nel 2006, con un’offerta da 7,4 miliardi di dollari. Per poi e negli anni successivi portare avanti una politica di sviluppo nei media, nelle piattaforme digitali, investendo molto nelle nuove tecnologie.
Ma neppure Microsoft sembra volersi far sfuggire quello che è ormai diventato un boccone per tanti. A essere interessati infatti sono in molti. C’è anche Salesforce che con l’aiuto di Bank of America sta preparando un’offerta per Twitter, sulla quale contava dopo essere uscita sconfitta dall’assalto a LinkedIn, finita proprio nelle mani di Microsoft. Uno scenario, a questo punto, dove ancora una volta, la vedrebbe in competizione con il colosso di Bill Gates.
Alla sua vendita Twitter sta lavorando con Goldman Sachs, e finora ha avuto trattative preliminari con Salesforce ma anche con Google. Con un valore di mercato di 16 miliardi di dollari, Twitter punterebbe a incassare con la vendita “almeno 30 miliardi di dollari”. Una cifra elevata rispetto alle stime degli analisti, che prevedono al massimo 18 miliardi di dollari, alla luce dello stato di salute dei conti di Twitter e delle sue crescenti difficoltà in termini di aumento degli utenti. Le indiscrezioni sul futuro di Twitter, che non naviga in buone acque, d’altra parte si rincorrono da mesi.
Nell’ultimo consiglio di amministrazione fra le varie ipotesi considerate oltre al taglio dei costi, ci sarebbe stata proprio la vendita o un eventuale delisting per rilanciarsi lontano dall’occhio della Borsa. La vendita sembra però ora prevalere e Goldman Sachs avrebbe iniziato a lavorarci, anche alla luce delle manifestazioni di interesse ricevute. I potenziali acquirenti sarebbero tanti, giganti dei media come News Corp, senza dimenticare il settore del tech, Apple, Facebook, Google, Microsoft e Amazon.
I problemi di Twitter partono da lontano. La società deve fare i conti con il malcontento degli utenti, la concorrenza serrata di Snapchat, una crescente pressione da parte di Facebook o Google. Già tre mesi fa il sito TechCrunch aveva elencato possibili acquirenti di Twitter, tra i quali figurerebbero player delle telecomunicazioni, gruppi di private equity o giganti dei media.
Ma Google e Facebook, secondo le indiscrezioni di ieri, sarebbero invece fuori dalla corsa. Ma in un panorama in rapido cambiamento nulla è escluso. Alphabet, la holding a cui fa capo Google, ha più volte ribadito che punta ad affermarsi come sito di informazione in tempo reale, piuttosto che come social. Facebook ha valutato in passato Twitter, ma le possibili difficoltà con l’Antitrust avrebbero spinto la società a rinunciare.

Barbara Ardù

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