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Dismissioni immobiliari mirate

Procedura ristretta per vendere gli immobili dello stato, con inviti riservati a investitori qualificati. Ma anche spinta alla razionalizzazione dell’uso di immobili da parte dell’amministrazione statale, pur con attenzione ai costi del trasferimento degli uffici, allo scopo di poter liberare immobili pubblici per la cessione. Il disegno della legge di Stabilità per il 2015, innanzitutto, modifica l’articolo 7, comma 1, del decreto legge 282/2002. E lo fa allo scopo di sollecitare l’interesse di un’ampia platea di investitori.

Nella versione attuale l’articolo 7 citato, in materia di dismissione di beni immobili dello stato, dopo avere considerata urgente la vendita stessa, autorizza l’Agenzia del demanio a vendere a trattativa privata, anche in blocco, i beni immobili appartenenti al patrimonio dello stato. La disposizione in esame precisa che la vendita fa venire meno l’uso governativo, le concessioni in essere e l’eventuale diritto di prelazione spettante a terzi anche in caso di rivendita. Ancora, nel prevedere una procedura ristretta a investitori qualificati la legge non va oltre, ma rinvia a un decreto direttoriale del ministero dell’economia la determinazione di requisiti e caratteristiche.

I soggetti abilitati saranno dapprima invitati a partecipare e successivamente a presentare offerte. La lettera di invito specificherà modalità e termini per la presentazione delle offerte. Si tratta di opzioni che si differenziano per il numero e la qualifica dei soggetti invitati. Lo stato vuole andare a colpo sicuro e cerca gli operatori che dovrebbero essere maggiormente interessati. Altro settore di intervento in campo immobiliare del ddl Stabilità 2015 tocca l’ottimizzazione degli spazi a uso ufficio: in sostanza si tratta di verificare i bisogni della pa, quanto a immobili per i propri uffici, così da poter liberare gli immobili eccedenti per la cessione. Si tratta di verificare la situazione del patrimonio immobiliare e censire gli stabili superflui rispetto all’esercizio delle funzioni istituzionali. La razionalizzazione nell’uso degli immobili dovrebbe far emergere ulteriore patrimonio immobiliare che si può mettere in vendita. In proposito la legge 191/2009 dava, tra l’altro, l’indicazione del rapporto tra le esigenze funzionali degli uffici e le risorse umane impiegate, fissando un parametro di riferimento compreso tra 20 e 25 metri quadrati per addetto. Nel ddl Stabilità, in sintonia con la politica di spending review, si interviene pretendendo una verifica dei costi per la attuazione dei piani di razionalizzazione; tanto che i piani sono sospesi in mancanza delle risorse finanziarie necessarie. Il ddl Stabilità per il 2005 stanzia, poi, una dotazione di 20 milioni per la messa a regime dei piani di razionalizzazione. Il fondo è destinato a finanziare le opere di riadattamento e ristrutturazione necessarie allo spostamento degli uffici e sarà alimentato con il 10% del ricavato delle vendite e con il 10% dei risparmio sugli affitti.

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