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Discovery-La7, sfida per il podio

Dietro Rai e Mediaset si sta scatenando una battaglia durissima su quale gruppo editoriale abbia diritto a occupare il terzo gradino del podio degli ascolti: Discovery Italia rivendica un 5,5% di share nel giorno medio 2013, ma il network La7 e La7d di Cairo communication rilancia con il suo 5,42% medio 2013 nel prime time, fascia oraria più appetita dagli investitori pubblicitari.

Il tutto in uno scenario molto fluido, dove La7 a volte supera Rete 4, in cui Servizio Pubblico di Michele Santoro quasi se la gioca con le audience di Canale 5, ma dove, per esempio, martedì 7 gennaio il canale Iris di Mediaset, con un contenuto di qualità ma piuttosto datato come il film Carovana di fuoco con John Wayne e Kirk Douglas, ha raggiunto il 2,95% sorpassando proprio La7 ferma al 2,92% con Linea Gialla.

E, ancora: il gruppo Discovery cresce e diventa un polo piuttosto forte, ma il canale di punta della sua offerta, Real Time, nel periodo settembre-dicembre 2013, ha perso audience rispetto allo stesso intervallo 2012, passando dall’1,52% di share all’1,35%, con un calo, ha ribadito lo stesso Cairo, «del 10% di ascolti».

Insomma, c’è competizione, i vertici di Discovery, spesso, usano il gruppo Cairo communication come benchmark e concorrente di riferimento, e pure l’editore di La7 guarda con molta attenzione alle mosse del broadcaster americano.

Comunque, come raccontano i manager Discovery, «Real Time su tutto il 2013 ha la leadership dei canali nativi digitali con l’1,6% di share sul totale giorno, +11% sul 2012, e si attesta come ottavo canale nazionale subito dopo le sette reti generaliste».

Dmax, al canale 38 del dtt, è all’1,3% di share medio 2013, +92% sul 2012, e «in novembre ha avuto una media dell’1,4% di share», superando Real Time e «diventando l’ottavo canale nazionale dopo le generaliste». Giallo (al 38 del dtt) ha raggiunto lo 0,8% medio, mentre Focus (al 56 del dtt) è cresciuto allo 0,5%.

Nell’offerta in chiaro del gruppo Discovery spicca, peraltro, anche il polo kids, con K2 e Frisbee che nel 2013 si sono portati a casa il 7,6% di share sul target 4-14 anni, davanti a De Agostini e Disney.

Il gruppo Cairo communication, con La7 e La7d, ha invece sul totale giorno una media del 4,36% nel 2013, il miglior risultato di sempre (+13% sul 2012), con un 5,42% in prime time (+22% sul 2012) che, in quella fascia, lo fa salire sul terzo gradino del podio. Va benissimo il segmento mattutino di La7 dalle 9 alle 12, che cresce del 42% sul 2012, grazie al +48% di Coffee break e al +132% de L’aria che tira. Ok pure la seconda serata, su del 22% rispetto al 2012.

Se Cairo può godere anche dei vantaggi di avere La7 alla posizione 7 della numerazione lcn, uno dei più grossi crucci di Discovery è invece quello di avere numeri lcn un po’ penalizzanti: 31 per Real Time e 52 per Dmax. Per questo il gruppo è interessato a eventuali occasioni che si dovessero aprire sul mercato televisivo e, in particolare, alla posizione 8 ora in mano a Viacom con Mtv, e alla 9 che fa riferimento a All Music (gruppo Espresso) con Deejay tv.

Il Consiglio di stato, peraltro, ha recentemente annullato alcune decisioni dell’Agcom, mettendo in dubbio i criteri di assegnazione dei numeri lcn 8 e 9. Sui quali rivendica un diritto di prelazione il gruppo ReteCapri: «Le posizioni 8 e 9 sono state assegnate illegittimamente a Mtv e Deejay, notoriamente da tutti riconosciute come emittenti tematiche, e che solo con il passaggio al digitale terrestre si sono travestite, con patetici trucchi, da emittenti semigeneraliste. In questa fase», sottolineano da ReteCapri, «più emittenti hanno avviato una vera e propria gara per ritenersi in diritto di acquisire le suddette ambite posizioni, ultime tra tutte Dmax e Real Time del gruppo Discovery. Nessuna emittente può, però, vantare alcun diritto di prelazione all’infuori di ReteCapri, che è risultata, nella lista delle tv nazionali generaliste ex analogiche, immediatamente successiva alla posizione 9. Tutte le altre emittenti, comprese quelle del gruppo Discovery, sono native digitali, non hanno mai operato in analogico, e perciò non corrispondono alla categoria ex analogiche, cui invece appartiene solo ReteCapri».

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