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Disclosure, istanza completa

Il testo sulla riemersione dei capitali sottratti al Fisco licenziato mercoledì sera dalla commissione Finanze dettaglia la procedura che il contribuente in cerca di pacificazione fiscale definitiva dovrà seguire.
Sia esso una persona fisica oppure giuridica che abbia violato l’obbligo di dichiarazione RW, nonché gli obblighi dichiarativi in genere e commessi sino al 31 dicembre 2013 ha facoltà, mediante la presentazione di un’istanza, di aderire alla procedura di collaborazione volontaria per l’emersione delle attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute fuori dal territorio dello Stato.
L’istanza dovrà, con ogni probabilità, essere redatta dal contribuente mediante l’ausilio di un professionista qualificato ed iscritto all’albo, con il quale si dovranno valutare, congiuntamente, le caratteristiche delle attività finanziarie e patrimoniali oggetto di potenziale emersione, al fine di una cosciente e piena discovery. In tale sede si valuteranno i costi tra imposte e sanzioni a seguito di una attenta quantificazione della base imponibile nonché i relativi onorari del professionista.
Il contribuente dovrà produrre al professionista, o comunque metterlo in grado di reperire, la documentazione necessaria per il calcolo della potenziale base imponibile. La necessità di operare tramite un professionista iscritto all’albo si giustifica anche con riferimento alla normativa antiriciclaggio, che lo esenta – in caso di esame della posizione giuridica del singolo cliente e nell’assistenza allo stesso alla procedura tesa ad evitare un procedimento penale e tributario – dall’ effettuare la segnalazione di operazione sospetta (Sos), fermo restando il dovere di effettuare l’adeguata verifica.
Il nuovo testo della proposta di legge prevede l’obbligo da parte del contribuente di rilasciare al professionista che lo assiste una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, attestante la veridicità dei documenti consegnati, mallevando pertanto il professionista da ogni eventuale responsabilità penale per le eventuali dichiarazioni e documentazioni prodotte false o mendaci.
Anche nel nuovo disegno di legge la collaborazione volontaria non è ammessa se la richiesta viene presentata dopo che l’autore delle violazioni abbia avuto formale conoscenza di eventuali accessi, ispezioni o verifiche da parte dell’amministrazione.
La procedura di collaborazione volontaria può essere attivata fino al 30 settembre 2015. Per le richieste presentate oltre il 15 settembre 2014 e il 15 settembre 2015 i termini per emettere gli avvisi di accertamento per le annualità in scadenza in caso di mancata adesione scadranno rispettivamente il 31 dicembre 2014 e il 31 dicembre 2015. Da segnalare, tra le novità, oltre la copertura penale dei reati di dichiarazione e di omesso pagamento delle ritenute certificate ed Iva sopra le soglie, anche la diminuzione della pena fino ad un quarto per l’utilizzo di fatture false e per la dichiarazione fraudolenta, aprendo per queste ultime fattispecie la possibilità delle conversione della pena in multa.
È di fondamentale importanza la riduzione della quantificazione delle sanzioni valutarie, che anche per i paesi black list viene ridotta al 3% degli importi non dichiarati, qualora tali Stati stipulino con l’Italia accordi contro la doppia imposizione che prevedano lo scambio di informazioni (articolo 26 del modello Ocse (San Marino e Hong Kong hanno già proceduto). Evidentemente con la riduzione a 1/3 a seguito dell’adesione al verbale di accertamento e la ulteriore riduzione dedicata alla voluntary del 50%, la sanzione finale arriverebbe allo 0.50% per anno.
Alle stesse condizioni non si applica il raddoppio dei termini di accertamento previsti da Dl 78/09 sulla lotta ai paradisi fiscali.
C’è infine un comma del disegno di legge dedicato al Comune di Campione d’Italia, in considerazione della sua particolare collocazione geografica, con l’esonero dalla compilazione del quadro RW per i suoi residenti in ordine a redditi da lavoro, pensionistici nonché da altre attività lavorative svolte direttamente in Svizzera. Il direttore delle Entrate emanerà entro 90 giorni specifiche disposizioni in relazione agli imponibili sulle attività detenute in Svizzera.

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