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Diritto d’autore, stop ai siti pirata

È l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che d’ora in poi si occuperà della tutela del diritto d’autore online. Ieri, infatti, il consiglio della stessa Agcom presieduto da Angelo Marcello Cardani ha approvato all’unanimità (ma mancava ancora il nuovo membro Antonio Nicita, che entrerà a giorni) il regolamento in materia, dando il via a una nuova procedura con cui difendere i contenuti utilizzati senza diritti da altri.

Resta sempre la possibilità di rivolgersi all’autorità giudiziaria, nel qual caso l’Agcom si ferma, ma il regolamento consente ai titolari di diritti di avere uno strumento semplificato e veloce rispetto al ricorso al tribunale. Un provvedimento che ha avuto una lunga gestazione e numerose critiche a partire dall’opportunità che un’autorità amministrativa giudicasse sul tema, ma che ovviamente è stato accolto con favore da chi si preoccupa di tutelare le proprie opere, prima fra tutti la Siae e Fieg.

Schematizzando, il titolare del diritto d’autore dell’opera che ritiene sia diffusa online illegalmente dal prossimo 31 marzo potrà rivolgersi con un’istanza all’autorità. Quest’ultima, infatti, non potrà agire d’ufficio. L’Agcom mette quindi in moto la macchina: entro sette giorni decide se andare avanti o archiviare, dà cinque giorni di tempo per la difesa e, accertato l’illecito ordina la rimozione anche selettiva del contenuto o il blocco al loro accesso.

Nel fare ciò, l’Agcom si rivolge ai «prestatori di servizi»: al provider che ospita il sito se questo avviene in Italia o all’operatore che fornisce la connettività se il sito è su server estero, in modo che ne blocchi l’accesso attraverso l’indirizzo internet entro tre giorni, pena il pagamento di una sanzione da 10 mila a 250 mila euro. Solo se sono rintracciabili, sono avvertiti l’uploader (colui che ha messo online l’opera) e i gestori della pagina e del sito internet. I primi destinatari di questo regolamento sono quindi i service provider.

In tutto sono passati al massimo 35 giorni da quando è arrivata la denuncia all’Agcom. Ma i tempi possono essere anche più brevi, accorciandosi a 12 giorni con un procedimento abbreviato: quando la violazione del diritto d’autore è stata massiva (per esempio un sito che ospiti grandi quantità di musica e film pirata), quando c’è stato sfruttamento economico anche soltanto con la pubblicità online e in una serie di altri casi, fra cui «l’incoraggiamento» alla pirateria e la denuncia proveniente da un’associazione del settore.

Di qui si comprendono tre elementi chiave di questo regolamento:

– i tempi sono stretti e l’azione sicura, visto che si agisce direttamente sui provider non su chi ha messo su il sito (o non necessariamente);

– qualsiasi contenuto può essere rimosso se ritenuto pirata, non solo «contenuti massivi», che giustificano semmai maggiore velocità;

– «non riguarda gli utenti finali», dice l’Agcom in una nota, ma in realtà chiunque si trovi a mettere online lo spezzone di una trasmissione, potrebbe essere soggetto a questa procedura.

Simili previsioni anche per radio e tv, mentre il testo prevede inoltre la creazione di un «comitato tecnico», con tutti gli stakeholder per favorire «forme di autoregolamentazione finalizzate all’educazione degli utenti e alla promozione dell’offerta legale».

 

Dopo questa approvazione c’è già però chi ha promesso battaglia davanti al Tar, ma non solo. Le critiche sono varie. Dal punto di vista normativo c’è chi ha sollevato dubbi sulla competenza dell’Agcom nelle reti di comunicazione elettronica o chi chiedeva che queste decisioni venissero prese in parlamento. Ma in generale era in discussione l’opportunità che un’autorità amministrativa regolasse un campo così complicato e delicato che potrebbe anche incidere sulla libertà d’espressione, cosa respinta dall’Agcom anche nella nota di presentazione.

Dall’altra parte ieri c’è stato un lungo plauso da parte di tutte le associazioni dell’industria produttrice di contenuti, indubbiamente penalizzata dalla presenza delle proprie opere online illegalmente. Per il presidente della Siae, Giulio Anselmi, l’Agcom «ha optato per una soluzione di grande equilibrio e trasparenza», secondo Rodolfo De Laurentiis, presidente di Confindustria Radio Televisioni, il regolamento «dà certezza al quadro normativo in Italia», mentre è «una misura necessaria per arginare il dilagante fenomeno della pirateria online», ha detto il presidente della Siae Gino Paoli.

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