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Diritto d’autore e tariffe nell’agenda dei giudici

di Marina Castellaneta

Diritto d'autore, tariffe professionali, aiuti di Stato, inquinamento, finanziamenti comunitari. È solo una parte del menù sul tavolo della Corte di giustizia dell'Unione europea che nel 2011 coinvolge l'Italia per inadempimento o per l'alto numero di rinvii pregiudiziali che arrivano dai nostri tribunali.

È già entrata nel vivo l'attività della Corte Ue che il 13 gennaio ha tenuto l'udienza Interedil che porta a Lussemburgo due questioni centrali per l'Italia. Grazie al rinvio pregiudiziale del Tribunale di Bari (causa C-396/09) la Corte dovrà individuare i criteri per stabilire il giudice competente in materia di procedure d'insolvenza secondo il regolamento 1346/2000 dopo il trasferimento della sede statutaria di una società dall'Italia a Londra. La Cassazione si è già pronunciata sul regolamento preventivo affidando la competenza al giudice italiano. Se gli eurogiudici non dovessero condividere questa posizione e ritenere competente il giudice inglese, dovrà essere sciolto anche il nodo dell'incidenza del diritto Ue sulle decisioni definitive della Cassazione (le conclusioni dell'Avvocato generale sono previste per il 10 marzo 2011).

A pieno ritmo poi le questioni su marchi e diritto d'autore. Il 27 gennaio sarà depositata la sentenza (C-168/09) che aiuterà a risolvere la controversia tra una società italiana, che aveva importato dalla Cina e commercializzato lampade che imitavano quelle "Arco" e la società Flos che ne detiene i diritti d'autore.

Torna poi la questione della lingua italiana nei bandi di concorso. Il 3 febbraio, il Tribunale (T-205/07) dirà la sua sulla richiesta italiana di annullamento di un bando per la formazione di un elenco di candidati da assumere nelle agenzie Ue. Roma contesta la pubblicazione del bando unicamente in inglese, francese e tedesco.

Il mondo delle professioni guarda invece al deposito della sentenza Commissione contro Italia (causa C-565/08) sulle tariffe massime inderogabili. Una pronuncia destinata ad incidere anche sulla riforma dell'ordinamento professionale se dovesse essere accolta la posizione della Commissione Ue che ritiene l'Italia inadempiente perché il sistema delle tariffe massime è – a suo avviso – contrario alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi.

Il 2011 sarà poi segnato dagli interventi in materia di sgravi fiscali. Previsto, a breve, il deposito della sentenza nella causa Commissione europea contro Italia (C-303/09). Bruxelles ha chiesto il recupero degli aiuti concessi per alcuni eventi calamitosi nel 2002 che, ad oltre 4 anni, non sono stati recuperati integralmente.

Sulle esenzioni fiscali e i prestiti a tasso agevolato, la Corte di giustizia deciderà sull'impugnazione presentata dalla Asm Brescia Spa e altre società nei confronti delle sentenze del Tribunale che ha dichiarato irricevibili alcuni ricorsi contro le decisioni della Commissione che considera le esenzioni triennali sull'imposta sul reddito come aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune (causa C-318/09).

Calendarizzata anche la sentenza sulle televendite (causa C-390/09), con l'udienza fissata per il 10 febbraio. Il Consiglio di Stato vuole sapere, nella controversia che vede contrapposte Canale 5, Italia 1 e Rete 4, da un lato, e il Garanzie delle comunicazioni, dall'altro, se forme di televendita sopra i 3 minuti, ma inferiori a 15 siano da qualificare come "spot di televendita" e quindi da includere nel limite previsto per gli spot pubblicitari.

Su rinvio del Tribunale di Cosenza, invece, la Corte dovrà pronunciarsi sulla direttiva 2008/7. I giudici nazionali vogliono capire se il diritto annuale richiesto dalle camere di commercio abbia carattere di remuneratività.

Tempi invece ancora lunghi per la sentenza sul ricorso presentato dalla Commissione (causa C-379/10) per la legge 117/1988 sulla responsabilità civile dei magistrati. la quale, per Bruxelles, limita il principio della responsabilità extracontrattuale dei Paesi membri per violazione del diritto Ue.

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