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Diritti dell’uomo, in Italia è record di risarcimenti

Risarcimenti record in Italia per le violazioni dei diritti dei cittadini: 71 milioni di euro nel 2013, la quota più elevata fra i paesi membri del Consiglio d’Europa. E non è tutto. La penisola, infatti, è sotto sorveglianza da parte di Strasburgo anche per il fenomeno del sovraffollamento carcerario e, in mancanza di interventi efficaci per ridurre la popolazione dietro le sbarre, rischia a maggio l’apertura della procedura d’infrazione. Per il secondo anno consecutivo, dunque, l’Italia spicca per il primato negativo ottenuto in merito all’ammontare degli indennizzi, in base a quanto reso noto, ieri, dal comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, sebbene sia riuscito a dimezzare l’importo del 2012, quando si raggiunsero i 120 milioni. A tallonare l’Italia c’è l’Ucraina, che lo scorso anno ha dovuto versare quasi 33 milioni. «Le colpa di cui si è macchiata l’ autorità nazionale» si legge nel rapporto dell’organismo comunitario, «è la continua inosservanza del diritto di proprietà dei propri abitanti, in particolare dovuta ad espropri condotti da diversi comuni italiani, negli anni ’80». Altra nota dolente è rappresentata dall’alto numero di verdetti per i quali il governo di Roma non è in grado di fornire informazioni sui pagamenti delle cifre fissate dalla Corte di Strasburgo a titolo di risarcimento. Al momento, inoltre, non risultano corrisposti i pagamenti relativi a 94 pronunciamenti, fra cui la sentenza Torreggiani, con cui l’Italia è stata condannata per il mancato rispetto dei diritti dei carcerati, trattenuti in spazi particolarmente angusti. La causa riguardava il trattamento cui sono stati sottoposti 7 reclusi nella prigione di Busto Arsizio (Varese) e in quella di Piacenza, ai quali è stato riconosciuto un indennizzo complessivo di 100 mila euro (si veda ItaliaOggi del 28 maggio 2013). Oltre al versamento, la Corte europea per i diritti dell’uomo ha dato all’esecutivo un anno di tempo (che scadrà a maggio) per trovare una soluzione al sovraffollamento nei nostri penitenziari. I più recenti dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) indicano la presenza in cella di 60 mila 828 detenuti, mentre i 205 istituti possono ospitarne 47 mila 857.

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