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Dirigente Consob accusa Vegas “Bloccò scenari”

Le dichiarazioni rilasciate ai finanzieri da Marcello Minenna, dirigente Consob entrato in rotta con i vertici dopo che l’authority ha messo la sordina agli “scenari probabilistici” di rischio per gli investitori, raccontano quello che Giuseppe Vegas non dice. Minenna, docente di matematica finanziaria che Virginia Raggi vorrebbe come suo assessore a Roma, è stato ascoltato come testimone dal Nucleo tributario di Firenze su delega della procura di Arezzo che indaga per truffa ai danni di chi ha acquistato i bond subordinati Etruria. «Prima del caso Etruria – dice Minenna – la Consob raccomandava alle banche di inserire nel prospetto informativo da consegnare alla clientela gli “scenari probabilistici” ». E’ un numero che indica la percentuale di perdere il capitale investito. «Per l’Etruria e per altre banche che in quel periodo stavano mettendo sul mercato subordinati, la direttiva che arrivò dai vertici fu diversa: non era più necessario che le banche indicassero la percentuale di rischio».
Gli inquirenti guidati da Roberto Rossi hanno già sentito altri due funzionari Consob coinvolti nei nulla osta dei bond subordinati del 2013 (per l’Etruria 100 milioni in due tranche, tra aprile e ottobre). Volevano capire se la banca si fosse attenuta alle prescrizioni dell’authority, perché i pm nutrono dubbi sulla scelta di indirizzarli «a un pubblico indistinto», come riporta la circolare dei manager della Popolare. Mercoledì, in una lunga audizione, Minenna ha messo nero su bianco il cambio di prassi interna alla Consob, che fece rumore. «Ci fu una parziale spaccatura. Io e altri funzionari eravamo contrari. Ma i miei capi mi spiegarono che era una direttiva voluta da Giuseppe Vegas». Consob è da tempo nel mirino del governo proprio per il modo in cui ha “escluso” gli scenari di perdita possibile, introdotti nel 2009. Benché non siano espressamente previsti dall’Unione Europea, la loro raccomandazione resta a discrezione dell’authority. Da un punto di vista penale non c’è reato, ma è ragionevole pensare che i magistrati di Arezzo gireranno il verbale di Minenna alla procura di Roma in uno stralcio di indagine senza indagati né ipotesi di reato.
In una lettera del 3 maggio 2011 Claudio Salini (allora capo divisione emittenti Consob, che poi lasciò per entrare proprio nel cda di Banca Etruria, veste in cui è indagato ad Arezzo), parla di indicazioni «per vie brevi» del presidente Vegas per «non inserire gli scenari nei prospetti e chiederne l’eliminazione ove riportati».
Certo nel prospetto di 60 pagine del bond Etruria emesso a ottobre da 60 milioni, gli scenari non c’erano: fu venduto per il 97% al dettaglio, e azzerato due anni dopo dal decreto Salva banche. Come Vegas e Consob hanno precisato, fu l’Esma, organismo che raggruppa le autorità di mercato europee, a scegliere di non raccomandare gli “scenari”, ma in molti casi si sono rivelati una chiara indicazione per gli investitori. Chi non li voleva, invece, erano le banche che avevano bisogno di vendere bond rischiosi per rimpolpare patrimoni pericolanti.
Ieri, rispondendo a interrogazioni parlamentari, s’è espresso anche il ministro del Tesoro Pier Carlo Padoan: «Ricordo che la Consob è un’autorità indipendente per legge.
Questa è la posizione del governo ». Sugli “scenari probabilistici” Padoan ha aggiunto: «Rappresentano un elemento informativo supplementare previsto come raccomandazione per tipologie di prodotti illiquidi e complessi».

Andrea Greco e Fabio Tonacci

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