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Direttiva Juncker 2015 “Le tasse si pagano dove si fanno i profitti ecco il mio programma”

Il piano di investimenti per la crescita e l’occupazione e il coordinamento dei sistemi fiscali per evitare l’elusione delle imposte da parte delle grandi imprese. Saranno queste le due principali priorità della nuova Commissione europea per il 2015. Il presidente Jean-Claude Juncker e il suo vice, Frans Timmermans, le hanno illustrate ieri davanti al Parlamento europeo. Juncker intende cambiare radicalmente il modo di lavorare dell’esecutivo comunitario, riducendo il numero di proposte legislative e ritirando molte di quelle presentate dalla commissione Barroso e rimaste bloccate per l’opposizione dei governi o del Parlamento.

«Abbiamo individuato 452 iniziative legislative che sono attualmente all’esame, ne abbiamo scelte 23 puntando a quelle coerenti con le linee guida presentate a questo Parlamento l’estate scorsa, e quindi innanzitutto con la priorità di crescita e occupazione. Altre 83 proposte, che sono bloccate in Consiglio, verranno ritirate o saranno riviste», ha spiegato Juncker. «Il nostro obbiettivo è concentrarci su quegli argomenti su cui sia possibile raggiungere un’approvazione in tempi ragionevoli. Se ritiriamo una proposta, è per avere un approccio più efficace e più ambizioso», ha detto il vicepresidente Timmermans che ha coordinato il lavoro di revisione delle priorità. «Su alcuni dossier esistono delle distanze incolmabili tra le tre istituzioni europee. Perciò riteniamo utile ritirare certi testi e presentarne di nuovi».
Tra le priorità della Commissione c’è il varo del «piano Juncker» per mobilitare 300 miliardi di investimenti, il completamento del mercato unico digitale e di quello dell’energia: due settori verso i quali sarà convogliata gran parte dei nuovi investimenti. Inoltre Juncker, che è sotto tiro per le rivelazione del caso “Luxleaks” sulle facilitazioni fiscali concesse dal suo governo lussemburghese alle multinazionali, intende accelerare l’armonizzazione delle legislazioni fiscali. Oltre a rendere obbligatorio lo scambio di informazioni sulle agevolazioni che ogni Paese concede alle imprese, il presidente della Commissione ha annunciato: «Nel 2015 presenteremo una direttiva che imponga il principio che le tasse si pagano dove si fanno i profitti».
Sui programmi europei c’è da registrare anche uno scambio di battute tra Matteo Renzi e Timmermans. Parlando in Senato per presentare il vertice Ue di domani, che chiude il semestre di presidenza italiana, Renzi ha rivendicato un ruolo più politico per le istituzioni comunitarie. E ha aggiunto: «Saremo soddisfatti solo quando le opere pubbliche potranno non essere bloccate dal Patto di stabilità» (la risoluzione della maggioranza in vista del Consiglio europeo di domani è stata approvata dalla nostra Camera dei deputati con 312 voti a favore e 176 no). Immediata la replica di Timmermans: «Le regole sono le regole e noi dobbiamo farle rispettare. Non possiamo cambiarle: se Renzi lo vuole fare deve inserire la questione nella discussione del Consiglio europeo ».
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