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Direttiva contabile, Tuir da aggiornare

Il recepimento della direttiva contabile Ue n. 34/2013 impone la revisione di alcune disposizioni tributarie sul reddito d’impresa. Le novità, che riguarderanno i bilanci dal 2016, in alcuni casi comportano la soluzione di problemi fiscali anche per evitare inutili e difficoltosi doppi binari.
Se fosse confermata la versione del Ddl di recepimento approvata dal Consiglio dei ministri il 18 maggio (si veda il «Sole 24 ore» del 19 maggio), per esempio, saranno contabilizzati in bilancio gli strumenti finanziari derivati e, pertanto, l’articolo 112 del Tuir dovrà essere aggiornato, estendendo probabilmente alcune regole già applicate dalle imprese Ias anche a quelle che redigono il bilancio in base al codice civile e ai principi contabili nazionali. In altri casi la normativa fiscale dovrebbe estendere a tutte le imprese il principio di derivazione, relativamente ai criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione applicati nel bilancio, che l’articolo 83 Tuir prevede per le «Ias». In via generale, non dovrebbero verificarsi perdite di gettito, ma eventualmente spostamenti di componenti negativi e positivi da un esercizio all’altro, a volte anche in favore del fisco.
D’altra parte le norme fiscali hanno già sperimentato il recepimento delle regole dettate dai principi contabili, riguardo il riconoscimento delle perdite per la cancellazione dei crediti dal bilancio (Tuir, articolo 101, comma 5 e principio contabile Oic 15). La bozza del Ddl di recepimento rende indispensabili i riferimenti tecnici che saranno contenuti nei principi contabili.
Le norme fiscali, tra l’altro, sempre con riferimento ai crediti, nello schema di Dlgs sull’internazionalizzazione delle imprese, amplia ai fini fiscali la presa diretta del comportamento tenuto nel bilancio in base alla corretta applicazione dei principi contabili, estendendola al momento di riconoscere le perdite relative a piccoli crediti e a quelle derivanti da procedure concorsuali (articolo 13 che inserisce il comma 5-bis nell’articolo 101 del Tuir). Stesso discorso per le stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti che determinano il valore della produzione in base a un rendiconto economico e patrimoniale redatto secondo i principi contabili previsti per i soggetti residenti (articolo 7).
Altra situazione riguarda ancora i crediti, ma anche debiti e titoli, che saranno valutati al costo ammortizzato prevedendo la rilevazione degli interessi attivi e passivi in base al rendimento effettivo dell’operazione e non a quello nominale.
Il recepimento della direttiva, poi, comporterà alcuni affinamenti di carattere formale: è il caso, per esempio, della scomparsa nel conto economico dell’area straordinaria e della conseguente illustrazione nella nota integrativa dell’importo e della natura dei singoli elementi di ricavo o costo di entità o incidenza eccezionali, che comporterà la rilettura di alcune disposizioni sull’Irap che fanno riferimento a tale area.
In altre situazioni, invece, le nuove disposizioni non impongono modifiche alle norme fiscali: è il caso, per esempio, del divieto di ammortizzare le spese relative alla ricerca di base e quelle di pubblicità, perché l’articolo 108, commi 1 e 2 non ne impone la capitalizzazione.
Stesso discorso per l’ammortamento dell’avviamento, perchè le disposizioni fiscali hanno effetto già oggi in via autonoma e prevedono regole che prescindono dal comportamento tenuto in bilancio: piuttosto, anche in considerazione dell’attuale contesto economico, sarebbe il caso di ridurre il periodo di ammortamento dagli attuali diciotto anni, per esempio, ai dieci di lontana memoria.

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