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Direttiva antiriciclaggio, parte la consultazione

Bruxelles si prepara a una revisione della terza direttiva antiriciclaggio. E lo fa pensando anche alle professioni legali. Nella relazione sull’attuazione della direttiva 2005/60 sulla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, recepita in Italia con decreto legislativo n. 231/2007, la Commissione europea fa il punto sullo stato di attuazione della direttiva antiriciclaggio nella prospettiva di rafforzare la lotta alla criminalità economica. Nell’agenda della Commissione una nuova proposta di direttiva preceduta da una consultazione pubblica (termine ultimo per partecipare il 13 giugno 2012).
Al centro dell’attenzione della Commissione gli aspetti legati agli obblighi di segnalazione. La direttiva obbliga notai, avvocati e altri professionisti legali a segnalare le operazioni sospette, ma ammette eccezioni. Gli Stati membri, infatti, possono escludere dalle segnalazioni le informazioni ricevute dai professionisti nel corso dell’esecuzione di compiti di difesa o di rappresentanza in giudizio. Un’eccezione di cui si sono avvalsi tutti gli Stati membri senza però precisare in quali casi la comunicazione debba prevalere sulla riservatezza nei confronti del cliente.
Un passo avanti è stato fatto grazie all’intervento della Corte Ue (causa C-305/05). Chiaro, infatti, che gli obblighi di segnalazione si applicano solo nel caso di assistenza in operazioni finanziarie o immobiliari. Attività che – osserva Bruxelles – per loro natura «si situano al di fuori dell’ambito di applicazione del diritto a un processo equo». L’esenzione dall’obbligo di segnalazione scatta anche se il professionista legale, che opera nell’ambito di un’operazione immobiliare, è chiamato ad assistere e rappresentare il cliente.
Poche, però, le segnalazioni delle operazioni sospette da parte delle professioni non finanziarie, avvocati in testa. «L’insufficiente livello di segnalazione in alcune giurisdizioni – precisa Bruxelles – rimane un problema». Intanto i rappresentanti degli avvocati hanno chiesto di applicare «gli obblighi di adeguata verifica della clientela entro tempi ragionevoli e non sempre all’inizio del rapporto d’affari come richiesto dall’articolo 7».
Sotto i riflettori anche il legame tra obblighi di segnalazione e tutela dei dati personali. Nella futura direttiva dovranno essere adottati correttivi per rafforzare i rapporti tra le autorità di regolamentazione. Positivo il bilancio sul fronte delle sanzioni amministrative imposte dalla direttiva in caso di inadempimento degli obblighi da parte degli enti creditizi e finanziari. Tutti gli Stati Ue si sono dotati di un adeguato regime sanzionatorio, ma il quadro è ancora troppo diversificato.

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