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Il dilemma dei 18 mila punti

Borse toniche ma si nota qualche fisiologica presa di profitto. I mercati statunitensi sui massimi di sempre, le Borse europee in gran parte tornate sopra i livelli pre referendum sulla Brexit, mentre Piazza Affari dai minimi ha recuperato il 15%. Tutto fa pensare che il peggio sia alle spalle ma anche che, dopo tanto correre, i listini possano prendersi una pausa di riflessione. «L’S&P 500 — spiega Filippo Ramigni a capo degli investimenti di Giotto Sim — oscilla da settimane a ridosso dei massimi storici. È un fatto abbastanza curioso che non ci siano delle correzioni significative. Ci siamo fatti l’idea di un mercato dove nessuno veda delle valide alternative all’investimento azionario. In Europa invece i livelli dei principali indici sono a livelli di resistenza molto importanti e all’interno di una banda di oscillazione stretta che dura da oltre due mesi».

Il climaUn clima di grande attesa che sconta l’approssimarsi di importanti appuntamenti che potrebbero condizionare l’andamento dei mercati nei prossimi mesi: le elezioni presidenziali americane a inizio novembre e il referendum sulle riforme costituzionali in Italia. Nel grafico a fianco sono riportati i livelli di supporto e resistenza dell’S&P 500, del Dax e dell’Ftse Mib, oltre che del cambio euro/dollaro. «Dopo un inizio anno devastante — commenta Filippo La Ganga dell’ufficio studi di Websim.it — culminato con il panico post Brexit, le Borse hanno avviato una lenta e graduale fase di recupero che le ha riportate vicino a livelli grafici molto importanti. Le parole di Mario Draghi continuano a rappresentare il principale catalizzatore del movimento dei mercati che potrebbe, a secondo delle scelte, portare al superamento delle resistenze o innescare una correzione. Complessivamente lo scenario di tassi bassissimi dovrebbe comunque favorire un recupero delle azioni, per cui i ribassi sono sicuramente da sfruttare per gli acquisti».

Le opinioniSecondo gli analisti interpellati l’S&P 500 ha una forte resistenza di breve periodo posta a 2.250 punti, il Dax a 11.500 punti mentre Piazza Affari a 17.400/500 con una ulteriore proiezione a 18mila punti. «Da qui — continua Ramigni — il mercato fa fatica ad accelerare al rialzo. Se la resistenza a 17.500 sarà confermata come un forte ostacolo ci aspettiamo una correzione almeno sino a 16.800 e successivamente 16.500 punti e poi da lì si vedrà. In generale ci si aspetta un mese di settembre negativo anche per la presenza di importanti scadenze tecniche».

Chi sta condizionando, nel bene e nel male, il listino milanese sono i titoli del comparto bancario. «In questo momento — continua La Ganga — è il settore trainante con un flusso di notizie legato al processo di ristrutturazione e aggregazione. Dal nostro punto di vista le migliori opportunità sono la Popolare di Milano, la Popolare dell’Emilia Romagna e le altre popolari». Sotto i riflettori di Giotto Sim ci sono invece Unicredit e Intesa Sanpaolo: «Sul titolo dell’istituto guidato da Mustier vediamo resistenze importanti a 2,40 euro mentre per Intesa Sanpaolo a 2,20 euro. Raggiunti questi livelli è lecito aspettarsi una correzione che condizionerebbe negativamente tutto il mercato».

Fuori dalla lista dei finanziari l’interesse di Websim è rivolto a Fca e Ferragamo. «Il quadro grafico del gruppo guidato da Sergio Marchionne è in evoluzione. Effettueremo degli acquisti superata la soglia di 6,6 euro con un primo target a 7,3 euro. Nel caso di Ferragamo il semaforo verde scatta a 25 euro con un primo obiettivo a 27 euro e successivamente a 29 euro. Ma attenzione se si torna a 24 euro meglio chiudere la posizione». Ramigni pensa invece che il quadro tecnico possa evolversi favorevolmente per Mediaset e Leonardo-Finmeccanica e STMicroelectronics.

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