Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Diktat Bce a Vicenza su Ipo, aumento e spa

MILANO.
Severo monito della Bce alla vigilata Popolare di Vicenza, a due giorni dall’assemblea della vita in cui andranno al voto di 10mila soci inferociti la trasformazione in spa, l’aumento fino a 1,5 miliardi e lo sbarco in Borsa.
Con una secca lettera di due pagine Danièle Nouy, presidente del consiglio della vigilanza unica, ha ribadito che si è «a un bivio: nel caso in cui uno qualsiasi degli elementi del progetto non fosse approvato e la banca non rispettasse i requisiti patrimoniali, si renderebbe necessario adottare misure di vigilanza, incluso il dlgs 181/2015 che attua la direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche». Il famigerato decreto sul bail in, il salvataggio dei gruppi in crisi che prevede il commissariamento e la gestione straordinaria per fondere, chiudere o vendere a pezzi. L’avvertimento somiglia a quello mandato a dicembre, in simili circostanze, a Veneto Banca. In difficoltà la Vicenza lo è da un anno almeno. A giugno l’Eurotower la costrinse a stralciare dal patrimonio 622 milioni di azioni dei soci acquistate con prestiti della banca (più che fondi, debiti) e l’indice di solidità Cet1 scivolò al 6,81%, sotto la soglia. A settembre il dato salì al 6,94%, sempre molto sotto la richiesta della Bce giunta due mesi dopo, pari a 10,25% di Cet1. Di qui l’aumento di capitale in arrivo, che l’ad Francesco Iorio ha abbozzato giorni fa a Londra ai futuri soci istituzionali, in attesa del sì di quelli locali. La disponibilità dei fondi a investire sembra esserci, ma a multipli di mercato, ossia attorno allo 0,20% del valore di libro tangibile: una frazione rispetto a quanto la cooperativa s’è autovalutata per anni nel vendere azioni ai soci. Materia per le procure ormai, che indagano Gianni Zonin e altri ex dirigenti per aggiotaggio, ostacolo alla vigilanza, associazione a delinquere e falso in bilancio. «Chi vota contro la trasformazione in spa mette a serio rischio il futuro della banca – ha detto Lando Sileoni, leader della Fabi che a Vicenza è il primo sindacato -. È indispensabile che l’assemblea si esprima a sostegno della gestione, e della sopravvivenza della banca sul territorio. In caso contrario il commissariamento Bce è alle porte».
Un’altra banca che vive ore inquiete è Carige. La famiglia Malacalza ha indicato i nuovi vertici. Gli imprenditori che detengono il 17,6% della banca avevano rotto con il presidente Cesare Castelbarco Albani e l’ad Piero Montani, si dice sull’entità dei tagli di costi con cui rilanciare la redditività. Ieri è stata depositata la lista per il voto dell’assemblea del 31 marzo: presidente è indicato Giuseppe Tesauro, ex guida dell’Antitrust; amministratore delegato Guido Bastianini, ora ad di Banca Profilo, mentre lo stesso Vittorio Malacalza sarà vicepresidente. Il nuovo vertice Carige dovrà approntare nella primavera un aspro piano strategico: e – come a Vicenza – un partner forte sarebbe utile.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa