Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Diffamazione a maglie strette

È mancato l'esame della continenza. E la sentenza che bocciava la richiesta di risarcimento danni da parte di Marcello Dell'Utri nei confronti del direttore di Repubblica, Ezio Mauro, del giornalista Paolo Griseri e dell'Ad pro tempore de L'Espresso, Monica Mondardini, dovrà tornare alla Corte d'appello di Roma. Respinti, invece, i motivi di ricorso sull'efficacia dell'immunità parlamentare di Diego Novelli, che aveva scatenato la bagarre giudiziaria con la sua intervista, dove parlava di «malavita della politica» e «gente pericolosa» riferendosi a Dell'Utri. Questo mentre la Cassazione ha ribadito che per escludere la diffamazione non basta riportare alla lettera le dichiarazioni dell'intervistato.

Tutto inizia nel 2001, quando Novelli rilascia l'intervista con le frasi incriminate, fedelmente riportate e virgolettate sull'edizione torinese di Repubblica. Dell'Utri reagisce chiedendo i danni e la vicenda si sposta a Roma, dove la richiesta viene respinta sia in primo che in secondo grado. La vicenda approda nel 2009 alla Cassazione, che ieri ha depositato la sentenza 20285/2011. Dove la pronuncia d'appello viene cassata con rinvio perché, dice la Cassazione, sono stati sì presi in considerazione i requisiti fondamentali perché scatti l'esimente per i giornalisti, cioè l'interesse pubblico e l'astinenza da osservazioni personali tali da ingenerare false rappresentazioni della realtà, trascurando l'esame di un ulteriore requisito: «la continenza e cioè il rispetto dei requisiti minimi di forma che debbono caratterizzare la cronaca e anche la critica (come ad esempio l'assenza di termini esclusivamente insultanti)». Questo è il punto debole della sentenza d'appello che ha spinto la Cassazione alla bocciatura. «Il giudice di rinvio dovrà controllare se la esposizione dei fatti sia avvenuta in modo misurato, riportando le dichiarazioni rese delle persone intervistata, contenendole negli spazi, strettamente necessari, in relazione ai contenuti, al contesto della intervista riportata e all'interesse pubblico alla notizia». La Cassazione, dopo aver riconosciuto come oggettivamente diffamatorie le espressioni di Novelli, ha anche richiamato il principio delle Sezioni unite (sentenza 37140/2001) per cui «non integra di per se la scriminante dell'esercizio del diritto di cronaca la condotta di chi pubblichi il testo di un'intervista riportando, pur "alla lettera", dichiarazioni del soggetto intervistato che abbiano oggettivamente contenuto lesivo dell'altrui reputazione, rimanendo pur sempre a carico del giornalista il dovere di controllare la veridicità delle circostanze e continenza delle espressioni riferite».

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Attraversano una fase piuttosto serena e florida Intesa Sanpaolo e Unicredit, le grandi padrone di ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli ultimi "quotisti", i primi "scalonati" e i pensionati a rate. Sono i tre profili previdenziali ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Una manovra all’insegna della protezione sociale e della crescita del Pil. Sono i due corni della...

Oggi sulla stampa