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Diffamati online, conta il fatturato

In caso di diffamazioni tramite internet, la persona giuridica può agire in giudizio nello stato in cui si trova il centro dei suoi interessi per il risarcimento della totalità del danno subito perché è il luogo in cui la sua reputazione è stata maggiormente lesa. Questo il principio enunciato ieri dall’Avvocato generale della Corte di giustizia dell’Unione europea, Michal Bobek, che ha presentato le sue conclusioni, non vincolanti, sulla causa C-194/16. Il caso. A causa di alcune pratiche commerciali discutibili, la società estone Bolagsupplysningen OÜ, con sede a Tallin ma principalmente attiva in Svezia, è stata inserita in una black list sul sito web della Svensk Handel AB, un’associazione professionale svedese, suscitando aspri commenti da parte dei lettori. Davanti al giudice, l’azienda ha richiesto, oltre alla rimozione della lista nera e dei commenti, il risarcimento del danno causato alla sua attività commerciale. Ma il giudice estone, dubbioso circa la propria competenza, ha invitato la Corte europea a pronunciarsi sull’interpretazione dell’art. 7, comma 2, del regolamento 1215/2012. In particolare ha domandato se, quando una persona giuridica, diffamata via internet con indicazioni errate su proprio conto, possa rivalersi richiedendo la rimozione di questi e un risarcimento dinanzi ai giudici dello stato ove si trovi il centro dei propri interessi. Le conclusioni. A dire di Borek, la risposta non può essere che affermativa. Esattamente come nel caso in cui ad essere violato fosse il buon nome di una persona fisica, anche per le persone giuridiche vige la regola della competenza in base al centro di interessi. Infatti, il luogo in cui il danno si forma è quello in cui la reputazione è maggiormente rovinata, cioè dove la persona ha il proprio centro di interesse. Per individuarlo, secondo l’avvocato generale, bisogna considerare la collocazione spaziale delle principali attività commerciali, valutando anche il fatturato e il numero di cliente. È esclusa la sede se è situata in uno stato in cui l’azienda non realizza i ricavi o non ha clientela.

Eden Uboldi

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