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Difensori d’ufficio nazionali

Al via l’elenco nazionale dei difensori d’ufficio. I Consigli dell’ordine forense dovranno infatti trasmettere al Cnf gli elenchi dei professionisti iscritti alla data del 20 febbraio 2015. I quali saranno iscritti automaticamente nell’elenco nazionale previsto dall’art. 29, comma 2, delle disposizioni di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale. Lo ha comunicato il Consiglio nazionale forense, tramite una circolare diffusa ieri (3-C-2015), ai presidenti degli ordini territoriali, in base al dlgs n. 6 del 30 gennaio 2015 (entrato in vigore il 20 febbraio scorso), recante il «Riordino della disciplina della difesa d’ufficio ai sensi dell’art. 16 della legge 31 dicembre 2012, n. 247». La normativa dispone infatti che si formalizzino compiti, criteri, attività e strutture correlate alla creazione, tenuta e gestione dell’elenco nazionale dei professionisti disponibili ad assumere le difese d’ufficio. A questo fine, nella seduta amministrativa del 20 febbraio scorso, il Cnf ha conferito incarico alla Commissione penale, coordinata da Ettore Tacchini, di elaborare una proposta di attuazione del decreto. Inoltre, come detto, in via transitoria e d’urgenza, il Cnf ha stabilito che i Consigli dell’ordine trasmettano «senza indugio al Cnf gli elenchi dei difensori d’ufficio iscritti alla data del 20 febbraio 2015». La trasmissione dei nominativi negli elenchi potrà avvenire a mezzo posta elettronica certificata dei rispettivi Consigli dell’Ordine alla Pec del Cnf affarigenerali@pec.cnf.it, unicamente attraverso la compilazione del modulo allegato alla circolare, firmato digitalmente dal presidente dell’Ordine degli avvocati. Il modulo consta di 13 campi obbligatori (codice Istat del Consiglio dell’ordine, codice fiscale, nome, cognome, Pec, cellulare, indirizzo, fax, email) e di otto campi eventuali (indirizzo e recapiti dell’eventuale secondo studio). Ricordiamo, infine, che gli avvocati iscritti agli elenchi tenuti dai Coa, iscritti automaticamente nell’elenco nazionale, hanno l’onere di dimostrare, alla scadenza del periodo di un anno dalla data di entrata in vigore del decreto (20 febbraio 2016), la presenza dei requisiti richiesti dalla nuova disciplina per il relativo mantenimento dell’iscrizione.

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