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Dieselgate, si allarga l’inchiesta in Italia

Prendono corpo e assumono connotati sempre più da aule di tribunale le reazioni in Italia al dieselgate. La Procura della Repubblica di Verona ha aperto un’inchiesta sullo scandalo relativo alle emissioni truccate che coinvolge il gruppo Volkswagen.
Dopo l’indagine avviata dalla magistratura di Torino nei giorni scorsi, la seconda Procura italiana a voler vederci chiaro sulla questione è quella di Verona, città dove ha sede l’avamposto italiano di Volkswagen Group – da qui la competenza dell’indagine appanaggio della magistratura veronese. Al momento non ci sarebbe nessun nome sul registro degli indagati. A differenza dell’indagine avviata a Torino dal pm Raffaele Guariniello, che contesta l’accusa di reato ambientale, a Verona i capi di imputazione del fascicolo aperto dal procuratore della Repubblica Mario Giulio Schinaia sono truffa e frode in commercio. «Si tratta di un’indagine delicata – ha detto Schinaia – che potrebbe richiedere tempi molto lunghi».
Tutto è partito da un’azione del Movimento a Difesa del Cittadino, che ha presentato un esposto alla magistratura gli ultimi giorni di settembre, giorni in cui negli uffici veronesi sono giunti anche numerosi esposti da parte di privati cittadini. Il Movimento a Difesa del Cittadino chiede «il sequestro cautelare e la confisca dei beni della Volkswagen e degli amministratori responsabili quale frutto del possibile reato e di quelli che saranno necessari a rifondare il danno ambientale causato all’Italia dalle emissioni di Co2 fuori norma dei veicoli incriminati». Già nelle ultime settimane di settembre il Movimento aveva presentato un esposto anche all’Antitrust per pubblicità ingannevole, chiedendo una sospensione cautelare della vendita dei modelli coinvolti.
Anche l’Adiconsum di Verona interviene sulla vicenda, rendendosi disponibile a costituirsi parte civile per tutelare i diritti dei consumatori. «Il fatto che la Procura abbia deciso di avviare un’indagine ipotizzando il reato di truffa e frode per il caso dieselgate Volkswagen è una novità importante – commenta Davide Cecchinato, presidente di Adiconsum Verona -. Dopo l’apertura dell’istruttoria per pratica commerciale scorretta da parte dell’Antitrust – prosegue Cecchinato – anche la magistratura vuole capire se il comportamento della casa costruttrice tedesca sia penalmente rilevante. Nel caso si avviasse un processo, Adiconsum è pronta alla costituzione di parte civile per tutelare i diritti dei consumatori che, peraltro, già stanno contattando la nostra sede per chiedere di essere difesi. Invitiamo tutti gli interessati a contattarci non appena arriva la lettera di richiamo del mezzo e, in ogni caso, prima di recarsi all’autofficina». «Auspico – conclude Cecchinato – che la casa automobilistica tedesca non ignori ulteriormente le richieste di incontro delle Associazioni e sia convocata al più presto dal Ministero dello Sviluppo economico a partecipare ad un confronto chiarificatore presso il Consiglio Nazionale dei Consumatori e utenti; è notizia dei giorni scorsi, infatti, che Volkswagen Italia abbia negato l’incontro richiesto dalle Associazioni dei consumatori, tra cui Adiconsum nazionale, invitandole a fare riferimento ai comunicati ufficiali».
Volkswagen ha venduto in Italia l’anno scorso 187mila vetture e 8mila veicoli commerciali, il 5,1% in più rispetto al 2013, mentre la Golf resta il quarto modello di auto più venduto nel Paese (anche a settembre di quest’anno), primo di una casa straniera. Wolkswagen Group Italia ha 900 dipendenti e crea un indotto che coinvolge 15mila addetti; è una delle principali aziende italiane con un giro d’affari di 3,5 miliardi annui.

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