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Dieselgate, la 500X nel mirino europeo “Falsate le emissioni”

La Commissione europea apre una procedura di infrazione contro il governo italiano sul dossier che riguarda le emissioni della 500X. L’Italia ora ha due mesi di tempo per chiarire se sul modello prodotto dalla Fca siano stati usati dispositivi inadeguati e, nel caso, se siano stati presi rimedi sufficienti a mettere in regola le auto in circolazione. Il titolare dei Trasporti, Graziano Delrio, è rimasto in contatto con Bruxelles fino all’ultimo chiedendo di rimandare la procedura, ma la Commissione ha tirato dritto e ha inviato al governo la lettera di messa in mora, primo passo dell’infrazione europea. «La procedura si doveva evitare, bastava chiedere chiarimenti ulteriori», le parole dei ministro. Fiat Chrysler Automobiles dopo la sortita di Bruxelles ha perso il 4,5% a Piazza Affari.
Tutto nasce da una denuncia presentata lo scorso settembre in pieno scandalo Volkswagen – dal ministero dei Trasporti tedesco che accusava Fca di avere usato un software che modificava gli scarichi della 500X. Nel frattempo Bruxelles ha mediato tra i due Paesi, in disaccordo sulle emissioni di ossido d’azoto. Durante la mediazione – conclusasi positivamente – la Commissione ha preso visione dei risultati delle prove di emissioni, ma ora le definisce «insufficienti », comportamento che ha lasciato perplesso il governo. Le regole europee – spiegano a Bruxelles – vietano l’uso di impianti di manipolazione come software, timer o finestre termiche, che conducono a un aumento delle emissioni di NOx al di fuori del ciclo di prova, a meno che essi non siano necessari per proteggere il motore da eventuali danni o avarie e per garantire la sicurezza del veicolo. Eccezione che Bruxelles sottolinea di applicare in modo restrittivo. Così ieri l’esecutivo comunitario ha chiesto a Roma di rispondere «alle preoccupazioni sull’adozione di misure insufficienti per quanto riguarda le strategie di controllo delle emissioni usate dal gruppo Fca». In base alle norme Ue, spetta alle autorità nazionali verificare che ogni nuovo modello soddisfi le regole prima di essere venduto. Se un costruttore viola gli obblighi, «le autorità nazionali devono adottare misure correttive, come un richiamo, e applicare sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive». Bruxelles vuole dunque capire se l’Italia sia venuta meno ai suoi obblighi. Prima dell’attivazione della procedura, Delrio ha contatto la commissaria al Mercato interno, la polacca Elzbieta Bienkowska, affermando di non condividere i presupposti della procedura e chiedendone il rinvio. Per il ministro «le spiegazioni fornite durante la mediazione hanno evidenziato il corretto comportamento dell’autorità di omologazione e i miglioramenti prodotti autonomamente da Fca, pur in assenza di dispositivi illegali». Insomma, la 500X non ha barato. Per questo Delrio ha definito «deludente » il comportamento di Bruxelles. Per smussare i toni la portavoce della Bienkowska ha assicurato che la Commissione è pronta a dialogare «per chiarire i fatti».
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