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Dieci miliardi alle piccole imprese

di Giuseppe Chiellino e Nicoletta Picchio

È il terzo accordo. Con una cifra a disposizione importante: 10 miliardi di euro, che si aggiungono ai 5 miliardi del 2009 e ai 10 miliardi del 2010. E con alcune novità: banche e imprese insieme per aumentare l'occupazione, innovare, puntare ai mercati esteri, fare operazioni di finanza straordinaria per crescere, guardando anche alla valorizzazione delle persone che lavorano in azienda e all'efficienza energetica.Una firma arrivata ieri mattina tra Confindustria e Intesa SanPaolo, proprio mentre a Roma il presidente del Consiglio incaricato, Mario Monti, sta cominciando le consultazioni per il nuovo Governo.

Una coincidenza simbolicamente importante, come hanno sottolineato tutti durante la conferenza stampa per la ratifica dell'accordo. «È una nuova fase che si apre. Alcune scelte devono essere fatte dalla politica. Altre spettano al mondo delle imprese. Nell'incontro di domani (oggi, ndr) gli mostreremo a Monti che ci stiamo muovendo, che ci assumiamo responsabilità» ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. «Non stiamo firmando un accordo di facciata, l'aspetto del credito è importante» ha continuato, sottolineando il rischio di credit crunch legato all'andamento dello spread tra titoli di Stato italiani e quelli tedeschi.

«Le imprese bancarie e quelle industriali devono fare la propria parte: l'aumento degli impieghi del 5% è la riprova che lo stanno facendo, l'Italia sta tenendo grazie al manifatturiero» ha osservato il consigliere delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera. «La data di questa firma – ha aggiunto – era programmata da tempo. Ma ora ha il valore simbolico dell'apertura di una nuova fase: il presidente del Consiglio incaricato sta lavorando, deve sapere che siamo tutti con lui. Ciò che stanno facendo Monti e Napolitano deve funzionare: tutti devono sentirsi responsabilizzati in questo nuovo inizio, si stanno creando i presupposti per uscire fuori dai guai».

L'accordo riguarda in particolare la Piccola industria di Confindustria ed a studiarlo operativamente, partendo dai risultati delle intese precedente e individuando nuovi prodotti, sono stati il presidente Vincenzo Boccia e Marco Morelli, direttore generale vicario di Intesa SanPaolo. «Piccolo per noi è una condizione da superare e per farlo bisogna essere eccellenti in ogni funzione aziendale, compresa quella finanziaria. Occorrono banche forti e imprese forti: due realtà che devono collaborare», ha commentato Boccia, sottolineando che non è un'intesa di facciata e «la sintonia» che esiste tra le strategie indicate dal vertice e l'operatività sul territorio.

Gli obiettivi dell'accordo

I 10 miliardi stanziati da Intesa per sostenere lo sviluppo delle pmi confermano gli obiettivi di fondo che già hanno guidato l'esperienza dei due anni passati, innovazione, ricerca e internazionalizzazione. Ma il nuovo accordo estende il raggio d'azione alla formazione del "capitale umano", alla crescita dimensionale e all'efficienza energetica accompagnata all'ecosostenibilità. Tre aree, queste, considerate «particolarmente strategiche» nella collaborazione tra la Piccola industria e Intesa Sanpaolo.

Il primo "capitolo" punta a valorizzare le competenze delle persone che lavorano in azienda, attraverso strumenti di finanziamento come "Formazione e lavoro" destinato a sostenere gli investimenti in formazione, welfare aziendale e sviluppo occupazionale. Ma potranno accedere al plafond anche iniziative mirate.

Le nuove risorse destinate alle pmi, infatti, saranno "declinate" anche in nuovi strumenti di finanziamento, se serve con adattamenti territoriali, sulla base non solo dell'esperienza pregressa ma anche delle esigenze delle imprese che sono emerse e che emergeranno negli incontri di Intesa e Piccola Industria con gli imprenditori su e giù per il Paese.

Per favorire la crescita dimensionale delle imprese, nodo che viene sempre al pettine in ogni studio sulla competitività, Intesa Sanpaolo propone agli imprenditori varie soluzioni di finanza straordinaria. Ma l'accordo dedica anche un'attenzione specifica ai progetti di razionalizzazione organizzativa e al "lean management".

Terzo obiettivo, infine, è il sostegno alle imprese che investono nell'energia "verde" e nella tutela ambientale, dall'eco-turismo alla bioediliza, passando per le certificazioni ambientali e l'efficienza energetica. Per gli investimenti nel settore energetico, Mediocredito Italiano ha un desk specialistico dedicato.

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