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Dieci idee per un fisco più efficiente

di Cristiano Dell'Oste e Giovanni Parente

Le leggi non le scrivono i cittadini. Se lo facessero, però, c'è una norma che entrerebbe dritta dritta nel prossimo decreto sulle semplificazioni fiscali (o al massimo nella delega per la riforma): la possibilità, per tutti i clienti, di detrarre una parte delle spese sostenute. Quale parte? E quali spese? Su questi due punti, le opinioni dei lettori del Sole 24 Ore divergono, ma l'obiettivo è sempre lo stesso: creare un conflitto d'interessi per invogliare i consumatori a chiedere sempre la ricevuta o lo scontrino.
Nell'ultima settimana, «Il Sole 24 Ore» ha raccolto (tramite il sito www.ilsole24ore.com/fiscosemplice) le proposte e i suggerimenti dei lettori per rendere più efficace – e anche più vivibile – il rapporto con il fisco. E quasi un terzo delle oltre 1.500 segnalazioni chiede proprio un'applicazione massiccia del meccanismo della detrazione. Qualcosa di simile a quello che accade da più di dieci anni con il 36% per le ristrutturazioni edilizie.
Molti lettori sono convinti che il sistema potrebbe restare in equilibrio grazie all'emersione del nero. Ma qualcuno – prudentemente – consiglia di limitare la detraibilità ad alcuni settori ad alto rischio di evasione. D'altra parte, è evidente che uno sconto diffuso non sarebbe sostenibile per le casse dello Stato. Basta pensare a un contribuente-tipo che dichiara 21mila euro di imponibile annuo e versa 5.070 euro di Irpef: se potesse detrarre il 25% di tutto ciò che spende in modo documentato, arriverebbe quasi ad azzerare l'imposta dovuta. E quindi le somme che emergono dal nero dovrebbero essere quasi pari a quelle che già oggi sono spese "in chiaro".
La finalità di semplificazione, dunque, in molte proposte si intreccia con la necessità di contrastare l'evasione. E che i due temi siano legati lo dimostrano anche altre richieste, come per esempio l'ipotesi di semplificare lo spesometro (senza ridurne l'efficacia).
Un altro pacchetto di suggerimenti riguarda le sanzioni. Dall'eliminazione di quelle che colpiscono gli errori formali – che non comportano evasione e non intralciano i controlli – fino alla possibilità di rendere proporzionale l'applicazione dei reati tributari al giro d'affari di imprese e professionisti. Ma il sogno neanche tanto nascosto è quello di avere una dichiarazione dei redditi facile da compilare e immediatamente comprensibile: ecco allora l'idea di non stampare i righi in bianco o di livellare le agevolazioni. Fino alla proposta di eliminare del tutto la dichiarazione in quei casi – come per esempio l'Imu – in cui l'amministrazione ha già tutte le informazioni necessarie per calcolare il tributo dovuto.

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