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Dichiarazioni, sonni agitati per Caf e professionisti

Su Caf e professionisti abilitati controlli formali del fisco anche in ipotesi di invio del 730 precompilato senza nessuna modifica. Obbligo di integrare massimali e coperture delle polizze assicurative prima della loro scadenza naturale se si vuole apporre un visto di conformità. In caso di visto infedele, Caf e professionisti abilitati saranno condannati al pagamento nei confronti dello Stato di un importo corrispondente all’imposta, agli interessi e alla sanzione, nella misura del 30%, che sarebbe stata richiesta al contribuente a seguito del controllo formale della dichiarazione dei redditi modello 730.

Eccole le principali novità in arrivo per la stagione delle dichiarazioni 2015. Si parte con il modello 730 precompilato e per i professionisti dell’area fiscale è già tempo di procedere ad innalzare le barricate e far sentire la loro voce.

Il clima surriscaldato è dovuto sia alle novità della famigerata dichiarazione 730 precompilata, sia dalle conseguenti nuove disposizioni in materia di assistenza fiscale e visti di conformità apportate dal c.d. decreto Semplificazioni (dlgs 21 novembre 2014, n. 175), recentemente illustrate dall’Agenzia delle entrate nelle circolari n. 7/e del 26 febbraio scorso e n. 11/e del 23 marzo 2015.

 

I controlli formali. Con l’avvento della precompilata tutta la materia dei controlli formali da parte del fisco sui 730 cambia nettamente distinguendo il caso in cui il contribuente presenti la dichiarazione precompilata direttamente, o tramite il proprio sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, dal caso in cui il contribuente presenti invece il modello dichiarativo tramite un Caf o un professionista abilitato.

Se la precompilata viene accettata dal contribuente senza alcuna modifica, direttamente o tramite il proprio sostituto d’imposta, come ha recentemente confermato la circolare n. 11/e, vengono esclusi i controlli formali a carico del contribuente stesso per i dati relativi agli oneri comunicati dai soggetti terzi all’Agenzia delle entrate. Nei confronti del contribuente il controllo formale verrà limitato alla verifica della sussistenza delle condizioni soggettive che danno diritto a detrazioni, deduzioni e agevolazioni.

Qualora la dichiarazione venga presentata direttamente dal contribuente o dal sostituto d’imposta con delle modifiche che incidono sulla determinazione del reddito o dell’imposta dovuta o a credito, allora il controllo formale verrà esteso a tutti i dati indicati in dichiarazione.

Se, invece, la dichiarazione 730 viene presentata a un Caf o a un professionista abilitato, e la stessa sia poi trasmessa con o senza modifiche rispetto al precompilato, il controllo formale verrà comunque effettuato nei riguardi del soggetto che appone il visto di conformità e comprenderà anche gli oneri indicati nella dichiarazione precompilata forniti all’Agenzia delle entrate da parte di soggetti terzi.

Sembra assurdo ma è così. Se il precompilato viene trasmesso da uno di questi soggetti l’Agenzia non si fiderà nemmeno dei dati che essa stessa ha indicato nel modello messo a disposizione del contribuente. Ma l’ostracismo del fisco contro i commercialisti e i Caf, come vedremo, non finisce qui.

 

Le polizze professionali. Oltre alle novità in materia di controlli formali in base delle disposizioni contenute nel dlgs n. 175/2014, la circolare n. 7/e ha precisato che sia i Caf che i professionisti abilitati al rilascio del visto di conformità devono provvedere, prima del rilascio dei visti di conformità, all’adeguamento delle loro polizze professionali.

Indipendentemente dalla data di scadenza della loro polizza, Caf e professionisti dovranno innanzitutto provvedere all’innalzamento a 3 milioni di euro della soglia del massimale rispetto alla precedente soglia di valore fissata in euro 1.032.913,80. Oltre a tale adeguamento occorrerà anche procedere all’estensione della garanzia, nel caso di visto infedele apposto sul modello 730, per il pagamento di una somma pari alle imposte, interessi e sanzioni che sarebbero stati richiesti al contribuente a seguito del controllo ai sensi dell’articolo 36-ter del decreto del presidente della repubblica n. 600 del 1973, salvo i casi, evidentemente piuttosto rari, in cui l’errore sia imputabile a dolo o colpa grave del contribuente.

La polizza assicurativa della responsabilità civile per i danni causati nel fornire assistenza fiscale, ha ricordato la citata circolare n. 7/e, deve inoltre garantire la totale copertura degli eventuali danni subiti dal contribuente, dallo Stato o altro ente impositore (nel caso di dichiarazione modello 730), non includendo franchigie o scoperti, e prevedere il risarcimento nei cinque anni successivi alla scadenza del contratto.

Per mantenere l’abilitazione inoltre il requisito della copertura assicurativa deve essere costante e duraturo nel tempo. È per questo motivo che il professionista è tenuto a trasmettere alla Direzione regionale competente copia del rinnovo della polizza assicurativa o l’attestato di quietanza di pagamento, utilizzando preferibilmente la posta elettronica certificata.

Sulla delicata questione si è espresso di recente l’istituto di vigilanza delle assicurazioni (Ivass) che con circolare del 19 marzo scorso ha dichiarato, non senza destare un certo stupore, che le somme dovute dai professionisti e Caf in caso di visto infedele – comprese le imposte del loro cliente – hanno natura risarcitoria e non sanzionatoria.

 

I controlli per il rilascio del visto sul 730. Ciò premesso occorre anche ricordare che il rilascio del visto di conformità sul modello 730 non implicherà il riscontro della correttezza degli elementi reddituali indicati dal contribuente quali, ad esempio, l’ammontare dei redditi fondiari, dei redditi diversi e delle relative spese di produzione, ad eccezione dell’ammontare dei redditi da lavoro dichiarati nel modello 730 che deve necessariamente corrispondere a quello esposto nelle nuove certificazioni uniche (C.U.).

Quanto agli altri controlli necessari per l’apposizione del visto sul modello 730, il più volte citato documento di prassi amministrativa ricorda che occorrerà verificare: la corrispondenza dell’ammontare delle ritenute subite con le relative certificazioni esibite; gli attestati degli acconti versati o trattenuti; che le deduzioni dal reddito non siano superiori ai limiti previsti dalla legge nonché la corrispondenza alle risultanze della documentazione esibita e intestata al contribuente o, se previsto, ai familiari a carico; che le detrazioni d’imposta non siano eccedenti i limiti previsti dalla legge e la corrispondenza con le risultanze dei dati della dichiarazione e della relativa documentazione esibita; che i crediti d’imposta non eccedano le misure previste per legge e spettanti sulla base dei dati risultanti dalla dichiarazione e dalla documentazione esibita; la correttezza dell’ultima dichiarazione presentata in caso di d’imposta a credito per la quale si è richiesto il riporto nella successiva dichiarazione dei redditi.

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