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Dichiarazioni & scadenze Al via la stagione delle tasse. Il Fisco attacca su due fronti. Gli obblighi categoria per categoria

La lunga (e calda) stagione delle tasse sta per entrare nel vivo. La data clou, salvo possibili slittamenti, è fissata per il 16 giugno quando si dovrà passare alla cassa per il saldo delle imposte e dei contributi risultanti dal modello Unico. Fiato sospeso, invece, per le tasse locali con l’arrivo della Imposta unica comunale (Iuc che comprende la Tasi, la tassa sui servizi indivisibile che non è stata ancora sdoganata definitivamente dal Parlamento). Le date di versamento dovrebbero essere quelle dell’Imu, ma non è ancora chiaro il quadro delle aliquote.
Modello 730
Le prime scadenze riguardano il 730 che va presentato: entro il 30 aprile all’ente pensionistico o al datore di lavoro, se prestano l’assistenza fiscale; entro il 3 giugno se ci si rivolge a un Caf o a un professionista abilitato.
Il 730 ha vari vantaggi: evita al contribuente di effettuare i conteggi delle imposte dovute (eseguiti direttamente da chi elabora la dichiarazione), permette di avere il rimborso dell’eventuale credito in tempi brevi, evita di dover fare i pagamenti in banca o posta (le imposte vengono trattenute direttamente in busta paga o sulla pensione).
Ma sui rimborsi, purtroppo, c’è da segnalare una novità non positiva. Nel caso di credito Irpef complessivamente superiore a 4.000 euro, se derivante anche in parte da detrazioni per carichi di famiglia e/o da eccedenza di imposta della dichiarazione dell’anno precedente, il rimborso sarà erogato dall’Agenzia delle entrate, e non più direttamente dal sostituto d’imposta o ente pensionistico. Questo per consentire all’Agenzia delle entrate di effettuare dei controlli preventivi. Il rimborso verrà quindi ritardato almeno di alcuni mesi.
Modello Unico
Le scadenze di Unico sono quelle classiche. Ecco i termini di pagamento: 16 giugno: versamento senza maggiorazioni; 16 luglio: ersamento con la maggiorazione fissa dello 0,40%.
Si possono effettuare i versamenti anche a rate con interessi nella misura dello 0,33% al mese.
E vediamo ora le scadenze per la presentazione: 30 giugno: consegna modello Unico su carta in un ufficio postale nei casi ancora ammessi (solo coloro che, pur possedendo redditi dichiarabili nel 730, non possono utilizzarlo o devono anche dichiarare in Unico redditi da attività o immobili esteri o plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate); 30 settembre: trasmissione telematica di Unico e dell’eventuale modello Irap.
Anche quest’anno i titolari di partita Iva possono inviare in via autonoma, cioè separatamente dall’Unico, la dichiarazione per il 2013. Il saldo, però, andava versato entro il 17 marzo. Oppure può essere corrisposto entro il 16 giugno con la maggiorazione dello 0,40% mensile.
Gli esonerati
È esonerato dal 730 o da Unico chi nel 2013 ha avuto soltanto: redditi dal possesso di fabbricati e/o terreni per un valore non superiore a 500 euro; redditi derivanti solo dal possesso dell’abitazione principale e relative pertinenze (box, cantine) o da altri fabbricati non locati, quale che sia il loro importo. I redditi fondiari non imponibili (abitazione principale e pertinenze, terreni, nonché fabbricati non locati) non concorrono più al reddito complessivo e quindi nemmeno alla verifica del limite di 2.841 euro per essere considerati fiscalmente a carico. L’esonero non si applica se il fabbricato a uso abitativo non locato è situato nello stesso comune dell’abitazione principale: dal 2013, infatti, l’immobile è soggetto ad Irpef sul 50% della rendita catastale rivalutata;
redditi di lavoro dipendente o di pensione (oltre a prima casa e pertinenze e altri fabbricati non locati) corrisposti da un unico soggetto che ha effettuato le ritenute; redditi di lavoro dipendente e assimilati corrisposti da più datori di lavoro, anche se non conguagliati, per un importo complessivo non superiore a 8.000 euro (oltre a prima casa e pertinenze e a fabbricati non locati) se il periodo di lavoro è durato l’intero anno; assegni periodici di separazione o divorzio per un ammontare complessivo non superiore a 7.500 euro (oltre a prima casa e relative pertinenze e altri fabbricati non locati); redditi di pensione di ammontare complessivo non superiore a 7.500 euro ed eventuali redditi di terreni non superiori a 185,92 euro, della casa di abitazione principale e relative pertinenze e di altri fabbricati non locati; solo redditi esenti (pensioni di guerra, rendite Inail, indennità di accompagnamento, ecc.) o soggetti a ritenuta definitiva (interessi su c/c, su titoli di Stato, dividendi da partecipazioni non qualificate).
È esonerato dalla dichiarazione anche chi ha redditi di qualsiasi tipologia (eccetto da attività con partita Iva) quando l’Irpef dovuta, al netto di ritenute, detrazioni per carichi di famiglia e di lavoro o pensione, non supera i 10,33 euro.

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