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Dichiarazioni Iva pari non sono

Risponde comunque penalmente per la mancata presentazione della dichiarazione annuale il contribuente che fa la comunicazione Iva adempiendo solo all’obbligo comunitario. Infatti l’adempimento previsto per febbraio di ciascun anno non scrimina il reato fiscale. Lo ha sancito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 44433 del 4/11/2013, ha confermato la condanna a carico di un imprenditore di Caltanissetta che aveva fatto la comunicazione Iva in via telematica, ma non aveva presentato la dichiarazione annuale. L’uomo si era difeso da subito sostenendo di aver saldato il suo debito con l’Erario in quanto era titolare di un credito Iva. Quindi, ad avviso della difesa, mancava l’elemento psicologico del reato di evasione. Una tesi, questa, che non ha convinto né la Corte d’Appello siciliana né il Collegio di legittimità. Ad avviso della Cassazione, che ha reso definitiva la condanna penale, «la sentenza impugnata ha correttamente affermato in punto di diritto che la comunicazione Iva, prevista dall’art. 8-bis dei dpr n. 322/1998, finalizzata ad adempiere agli obblighi comunitari non è sostitutiva della dichiarazione annuale ai fini delle imposte sui redditi e Iva». In altre parole, per Piazza Cavour non sussiste equipollenza della comunicazione Iva, da effettuarsi entro il mese di febbraio di ciascun anno, con la dichiarazione annuale dell’imposta che è espressamente stabilita dalla norma e che fa salvi gli effetti sanzionatori, tra cui evidentemente quelli penali, comminati per l’omessa dichiarazione. La comunicazione prevista dalla disposizione comunitaria, infatti, è sostitutiva delle dichiarazioni periodiche Iva infrannuali e assolve allo scopo di fornire all’amministrazione finanziaria i dati sintetici, «che costituiscono una prima base di calcolo per la determinazione delle risorse proprie che lo stato deve versare al bilancio comunitario». La natura e gli effetti del nuovo adempimento, pertanto, non sono quelli propri della «Dichiarazione Iva», bensì quelli riferibili alla comunicazione di dati e notizie. Attraverso la comunicazione il contribuente non procede, infatti, alla definitiva autodeterminazione dell’imposta dovuta, che avverrà invece attraverso il tradizionale strumento della dichiarazione annuale.

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