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Dichiarazioni 2013, più tempo

Più tempo per consegnare al fisco i documenti richiesti a seguito dei controlli formali delle dichiarazioni dei redditi 2013. I contribuenti che nel mese di luglio hanno ricevuto la comunicazione delle Entrate potranno chiarire la propria posizione entro il 30 settembre 2015. Come anticipato da ItaliaOggi di ieri, lo slittamento è stato disposto dall’amministrazione finanziaria per non sovrapporsi alle risposte agli alert diretti a favorire la compliance, previsti dalla legge di stabilità 2015.

A renderlo noto è stata ieri sera l’Agenzia delle entrate.

Il controllo formale, disciplinato dall’articolo 36-ter del dpr n. 600/1973, consiste nella verifica della corrispondenza dei dati indicati in dichiarazione con la documentazione conservata dal contribuente e con i dati desunti dalle dichiarazioni o certificazioni presentate da altri soggetti (datori di lavoro, enti previdenziali, banche, assicurazioni). Di norma il contribuente che riceve l’invito a presentare la documentazione e a fornire chiarimenti deve procedere entro 30 giorni. Tuttavia, dal momento che l’Agenzia delle entrate ha avviato nelle scorse settimane una nuova campagna di missive volte a favorire la nuova compliance avanzata, il termine viene esteso a tutto settembre.

A seguito dei tre provvedimenti emanati da maggio 2015 in poi, infatti, sono state inviate a cittadini e imprese oltre 200 mila comunicazioni riguardanti per le società le possibili anomalie relative a rateizzazione delle plusvalenze e delle sopravvenienze attive, mentre per i titolari di partita Iva studi di settore e compensi dichiarati (questi ultimi incrociando le dichiarazioni sia con i dati dello spesometro sia con quelli dei 770 trasmessi dai sostituti d’imposta). Gli invii sono stati programmati «in ragione delle caratteristiche quali/quantitative dei destinatari» e le risposte finora pervenute, evidenzia l’Agenzia, «sono in genere molto semplici e immediate, fuori da qualsiasi formalità». Nel comunicato diffuso ieri vengono riportati alcuni esempi, tra cui quelli di un contribuente che ha provveduto al ravvedimento per circa 12 mila euro a seguito di un alert basato sull’incrocio di un tra reddito dichiarato nel modello Unico 2012 e 770.

Altri, invece, hanno affermato di non essere d’accordo con le anomalie riscontrate e di non ritenere necessaria alcuna correzione. Diversi i canali per far pervenire all’Agenzia le risposte sulla compliance rafforzata: e-mail, telefono o con le specifiche modalità indicate nelle comunicazioni.

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