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Dichiarazione Iva precompilata dal 2020

Il 2021 sarà l’anno della dichiarazione Iva precompilata mentre già dal prossimo 1° luglio 2020, in via sperimentale, l’agenzia delle entrate metterà a disposizione dei soggetti passivi dell’Iva residenti e stabiliti in Italia, in apposita area riservata, le bozze dei registri e le Lipe (Liquidazioni periodiche Iva). Queste sono alcune delle principali disposizioni contenute nel prossimo decreto fiscale in materia di imposta sul valore aggiunto. Altre interessanti novità riguardano anche l’esenzione del comparto sanitario per la fatturazione elettronica, l’emissione facilitata della stessa in caso di pagamenti elettronici e la nuova compliance strutturata per l’imposta di bollo.

L’impianto dell’Iva precompilata. Grazie alla fatturazione elettronica, all’entrata della trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi e con l’utilizzo dei dati desumibili dalle comunicazioni delle operazioni transfrontaliere (c.d. esterometro) il governo punta ad un graduale e sperimentale processo di semplificazione degli adempimenti iva a partire dal secondo semestre 2020 mettendo a disposizione dei contribuenti prima le delle bozze dei registri Iva (di cui agli articoli 23 e 25 del decreto del presidente della repubblica 26 ottobre 1972, n. 633) e le comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva per poi arrivare pronti con le operazioni 2021 per la predisposizione della bozza della dichiarazione Iva per tutti soggetti passivi residenti e stabiliti in Italia. Ovviamente si parla documenti «in bozza» poiché l’Iva è imposta che notoriamente varia a seconda non solo dell’operazione effettuata ma anche in base alla natura dei soggetti coinvolti nell’operazione stessa e difficilmente, salvo attività basilari e operazioni standardizzare, le dichiarazioni e comunicazioni saranno inviabili con un click senza controlli e modifiche da parte degli interessati.

Prorogato l’esonero dalla fattura elettronica per il settore sanitario. L’effetto dell’articolo 10-bis del dl 119/2018 (il precedente decreto fiscale) che aveva esonerato con specifico divieto dall’obbligo di fatturazione elettronica i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria viene di fatto prorogato anche per tutto il 2020. Ma le novità per gli operatori sanitari non finiscono qui. A decorrere dal 1° luglio 2020 infatti gli esercenti attualmente chiamati all’invio di dati al portale TS potranno adempiere a quest’obbligo semplicemente mediante la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati relativi a tutti i corrispettivi giornalieri e questo al fine di razionalizzare sia in capo all’esercente che effettua prestazioni sanitarie (es. farmacia) sia in capo all’amministrazione finanziaria (Agenzia delle entrate e Ragioneria generale dello stato), rispettivamente l’invio e l’acquisizione dei flussi informativi relativi ai dati necessari per la dichiarazione precompilata. Ovviamente la norma è mirata a eliminare un adempimento fotocopia semplificando l’operatività alla platea di esercenti interessati che con unica operazione, la trasmissione telematica, adempiranno anche all’invio dei dati al portale tessera sanitaria.

Fattura elettronica diventa automatica. L’operazione costerà allo Stato 4 milioni di euro e grazie all’implementazione e allo sviluppo delle banche dati, gli esercenti avranno automaticamente a disposizione i dati dei clienti finali che pagheranno mediante carta di credito o Pos per eventualmente emettere la fattura elettronica. Questo processo verrà sviluppato al fine di rendere più agevole l’attività degli esercenti e al contempo di evitare errori manuali nella compilazione dei documenti fiscali e con decreto del presidente del consiglio dei ministri o del ministro delegato per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, d’intesa con il ministero dell’economia e delle finanze e l’Agenzia delle entrate, saranno definite le regole tecniche di funzionamento della piattaforma tecnologica e dei processi stessi.

Compliance bollo. Anche la riscossione dell’imposta di bollo passerà per la compliance. In caso di omesso, insufficiente o tardivo versamento dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche inviate tramite il Sistema di interscambio infatti l’agenzia delle entrate contatterà direttamente e telematicamente il contribuente indicandogli l’ammontare del versamento omesso nonché delle sanzioni per tardivo versamento e degli interessi. Qualora il contribuente non provveda al versamento, in tutto in parte, delle somme comunicate nel termine di 30 giorni dalla ricezione della comunicazione, l’ufficio dell’Agenzia delle entrate provvede all’iscrizione a ruolo degli importi non versati.

Giuliano Mandolesi

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