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Dichiarazione ad hoc per più immobili

I contribuenti che intendono fruire dell’esenzione per l’abitazione principale devono presentare al comune un’apposita dichiarazione se utilizzano due o più immobili come unica unità immobiliare destinata a prima casa, per consentire all’ente di poter controllare la sussistenza dei requisiti. Lo ha stabilito la Commissione tributaria regionale di Roma, sezione IX, con la sentenza 2830 del 3 maggio 2018. Per il giudice d’appello, «è da accogliere l’eccezione del comune secondo cui il ricorrente, al fine di beneficiare di tale esenzione per i due appartamenti, che avrebbero dovuto costituire un’unica un’unità immobiliare, doveva fame apposita richiesta con variazione della dichiarazione, al fine di consentire i controlli per la verifica dei requisiti previsti». In ordine alla spettanza dei benefici fiscali c’è stata una differente presa di posizione tra Cassazione e ministero dell’economia e delle finanze (risoluzione 6/2002), qualora il contribuente utilizzi due o più immobili come unica unità immobiliare destinata ad abitazione principale. La questione si pone ancora oggi per l’Imu, poiché il ministero (circolare 3/2012) ha sostenuto che l’esenzione può essere riconosciuta solo per un immobile. Secondo la tesi ministeriale, dalla formulazione letterale della norma di legge (articolo 13 dl 201/2011) emerge che l’abitazione principale deve essere costituita da una sola unità immobiliare iscritta o iscrivibile in catasto, a prescindere dalla circostanza che, di fatto, venga utilizzato più di un fabbricato distintamente iscritto in catasto. In questo caso le singole unità immobiliari vanno assoggettate separatamente a imposizione, ciascuna per la propria rendita. L’interessato può scegliere quale destinare ad abitazione principale. Le altre unità immobiliari «vanno considerate come abitazioni diverse da quella principale con l’applicazione dell’aliquota deliberata dal comune per tali tipologie di fabbricati».Per la Cassazione (sentenze 25902/2008; 3339 e 12269/2010), invece, quello che conta è l’effettiva utilizzazione come abitazione principale dell’immobile complessivamente considerato, a prescindere dal numero delle unità catastali. Non importa, peraltro, che gli immobili distintamente iscritti in catasto siano di proprietà non di un solo coniuge ma di ciascuno dei due in regime di separazione dei beni.

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