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Da dicembre c’è il brevetto unico europeo

Dal 1° dicembre 2017 si dovrebbe passare dal «brevetto tradizionale» al «brevetto unico europeo» che coprirà 26 paesi e garantirà un consistente risparmio di costi. Un brevetto europeo tradizionale di durata ventennale per «l’area 26» costa oggi circa 180 mila euro l’anno (conto che somma spese legali, traduzioni e burocrazia) contro i 35.500 euro dell’unitario (secondo dati elaborati dal Mise su tabelle dell’Ufficio europei dei brevetti). Questo è l’annuncio fatto dal presidente dell’Ufficio europeo dei brevetti (Epo) Benoit Battistelli lo scorso 7 marzo a Bruxelles sull’entrata in vigore del nuovo sistema dei brevetti unici europei e sulle modalità di funzionamento dello stesso. Il brevetto consente una protezione semplificata delle invenzioni su tutto il territorio Ue grazie a una procedura unica e permetterà di aumentare la competitività europea rispetto a Usa, Giappone e altri paesi non europei. Ricordiamo che l’Italia ha ufficialmente aderito al brevetto unitario europeo nel settembre del 2015 diventando così il 26° stato dell’Unione a far parte della cooperazione rafforzata. L’adesione italiana è stata formalizzata con la decisione della Commissione Ue del 20 settembre 2015 n. 1753 dopo la richiesta presentata al Consiglio e alla Commissione stessa europea nel luglio 2015 che aveva dato seguito al voto favorevole del parlamento italiano.

Sistema unico centralizzato. Il brevetto unitario assicura anche una maggiore sicurezza giuridica, grazie a un sistema unico e centralizzato per la composizione dei contenziosi presso una corte unitaria del brevetto ( si veda ItaliaOggi del 24 marzo 2017). La decisione rende ancora più interessante per le aziende e gli inventori l’utilizzo di una sola procedura per la registrazione di un titolo brevettuale in tutti i 26 paesi che fanno parte della cooperazione rafforzata. La Commissione europea ha calcolato che le imprese del Vecchio continente spendono dai 180 milioni di euro ai 250 milioni per difendere le proprie idee nei diversi paesi. Per le aziende che innovano, grazie al nuovo sistema sarà più facile difendersi oltre confine contro fenomeni di contraffazione del titolo brevettuale.

Brevetti europei presentati. Secondo i dati pubblicati dell’Epo il nostro paese è al secondo posto in Europa per l’aumento di brevetti presentati nel 2016 e al decimo per numero di domande inviate. Nel 2016 si è raggiunto un numero record di ricerca, esame e di opposizione prodotti. La produzione non è mai stata così alta, raggiungendo quasi 400 mila prodotti – e il tutto senza alcun compromesso sulla qualità. Che la qualità va da resistenza a resistenza, a seguito di ulteriori misure, come ad esempio più di formazione per gli esaminatori e che porta l’accesso alla tecnica asiatica.

Marco Ottaviano

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