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«Dhl, svolta digitale della logistica. Adesso puntiamo sulla sostenibilità»

Oscar De Bok conosce bene l’Italia. «Ho lavorato qui per quasi 10 anni all’inizio della mia carriera in Dhl — racconta il ceo di Dhl Supply Chain, la società del gruppo Deutsche Post Dhl leader globale nelle soluzioni di logistica contrattuale —. Ho un bel ricordo di quegli anni e di quello che ho imparato».

Ha trovato il nostro Paese attrezzato a sufficienza per garantire la “continuità” durante l’emergenza Covid?

«In Italia Dhl Supply Chain ha più di 160 clienti, dall’automotive al retail, dal lifescience all’healthcare. Durante la Fase 1 dell’emergenza le nostre operazioni sono state essenziali per assicurare le catene di approvvigionamento e consentire alle aziende di lavorare. Dhl Supply Chain ha portato, anche nelle red zone, beni essenziali ai supermercati, articoli per l’igiene e Dpi non solo agli ospedali ma anche alle famiglie che ne avevano bisogno. Ed è stata Dhl a rifornire le farmacie in tutto il Paese e a offrire supporto logistico alle istituzioni sanitarie e agli ospedali. Per Aifa e Protezione Civile ci siamo occupati del trasporto urgente di 632.140 dosi di anestetici per le terapie intensive, dove la mancanza stava mettendo a rischio alcuni pazienti».

Quali cambiamenti stanno diventando permanenti?

«Le racconto un caso: un cliente dall’America Latina ha dovuto cambiare la catena di fornitura in una notte per la minaccia che l’intero rifornimento dall’Asia potesse crollare. Abbiamo messo in piedi una nuova catena di approvvigionamento dall’Europa, cosa che in tempi normali avrebbe richiesto mesi. Per Dhl Supply Chain da un punto di vista puramente operativo è cambiata la velocità con cui siamo stati in grado di fornire, prendere ed eseguire azioni complesse. La sfida per il mondo della logistica sarà la flessibilità, per rispondere velocemente ai nuovi trend usando la digitalizzazione dei processi e raggiungendo un disegno più agile della catena. Non per niente la digitalizzazione fa parte della nostra strategia di gruppo al 2025. Durante la crisi, l’analisi dei dati ha rappresentato un punto di svolta. Le decisioni basate sui dati e sui fatti ci hanno aiutato a sapere cosa fare in modo da non dover indovinare. Per il futuro la chiave è continuare a investire nella digitalizzazione».

Non teme che i giganti dell’ecommerce, come Amazon o Alibaba, avendo più dati a disposizione possano disintermediare facilmente pezzi della catena logistica?

«Per quanto riguarda le catene di approvvigionamento, come fornitore di servizi logistici Dhl Supply Chain ha rapporti di partnership e fornitura con le principali aziende online del mondo, non le consideriamo concorrenti».

Oscar De Bok

L’analisi dei dati ci permette di sapere cosa fare in modo da non dover improvvisare

Organizzare e gestire lo spostamento di merci in tutto il mondo che impatto ha sull’ambiente?

«Riteniamo di avere una responsabilità speciale nei confronti dei nostri dipendenti, della società e dell’ambiente. La nostra missione è connettere le persone e migliorarne la vita. Nell’ambito del programma GoGreen avevamo annunciato di voler ridurre del 30% le emissioni entro il 2020, obiettivo raggiunto nel 2016. Ora vogliamo portarle a zero entro il 2050».

Qual è il modo più efficiente di gestire la logistica in Italia, dove le merci viaggiano quasi solo su gomma?

«Già in passato abbiamo cercato di percorrere strade alternative alla gomma. In Italia, presso il nostro Campus logistico avevamo attivato un sistema di trasporto intermodale che consisteva nel far arrivare la merce dei clienti dai loro impianti produttivi al Campus su rotaia, ma l’esperimento non ha sortito gli effetti desiderati. In Italia, purtroppo, manca un sistema infrastrutturale e trasportistico che possa garantire un flusso importante. La strada più efficace ed efficiente resta quella stradale».

Che piani avete sull’Italia?

«L’Italia è sempre stata un mercato forte e importante per tutte le nostre divisioni. Per consolidare la leadership stiamo proseguendo la strategia di forte specializzazione per settori merceologici specifici e per i diversi canali di vendita. Stiamo continuando a investire in grossi insediamenti logistici multi-cliente, fornendo al mercato l’integrazione dei canali B2B e B2C con soluzioni operative e informatiche multicanale. Il nostro brand e la reputazione che abbiamo in Italia ci stanno aiutando ad attrarre giovani manager operativi di talento. In Italia abbiamo una Academy che, anche grazie alla spinta dei programmi Dhl Global, sta formando una generazione di manager per le sfide della logistica di oggi e del futuro».

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