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Deutsche-Commerz, saltano le nozze delle «big» tedesche

Una fusione troppo costosa e troppo rischiosa. Deutsche Bank e Commerzbank, i due maggiori istituti di credito della Germania, fanno un passo indietro e abbandonano il progetto di fusione. Non nascerà dunque la seconda banca europea, un gigante con 1,8 trilioni di euro di attivi, 2.500 filiali e oltre 140 mila dipendenti, perché nessuna delle due parti — ognuna avvolta in diverse difficoltà — non vede sufficienti vantaggi per continuare le trattative.

Dopo «un’attenta analisi — è scritto in una nota — è apparso evidente che una tale combinazione non sarebbe nell’interesse degli azionisti o di altre parti interessate».

All’annuncio, Deutsche è arrivata a guadagnare in Borsa oltre il 3%, prima di chiudere a -1,49%, mentre Commerz ha sacrificato il 2,29%.

Il progetto di fusione, che piaceva al governo tedesco, azionista di Commerzbank con il 15%, lascia irrisolti molti problemi, che si possono riassumere con la capitalizzazione di Borsa: meno di 16 miliardi per Deutsche Bank, meno di 10 miliardi per Commerzbank. Intesa Sanpaolo sfiora i 40 miliardi, Unicredit supera i 27. Ed è proprio Unicredit che ora potrebbe entrare in gioco. In passato la banca italiana aveva mostrato un tiepido interesse per Commerzbank, nonostante in Germania già controlli Hvb.

 

Il ceo di Commerzbank, Martin Zielke, ha sottolineato come abbia «avuto senso valutare questa opzione. Tuttavia, siamo sempre stati chiari: dovevamo essere convinti che avrebbe generato rendimenti più elevati e più sostenibili per gli azionisti e che ci avrebbe permesso di migliorare la nostra proposta per i clienti». La fusione è saltata sui numeri: 30 mila esuberi e un aumento di capitale da almeno 10 miliardi. Troppo anche per la ricca Germania, nonostante la spinta del ministro delle Finanze Olaf Scholz. Fredda, ieri, Angela Merkel («è una decisione di business assunta dalle società interessate»).

Secondo Christian Sewing, ceo di Deutsche Bank, la trattativa è stata una «opportunità storica». Al quotidiano Bild ha spiegato: «Deutsche sarebbe stata meglio con Commerzbank che da sola». Proprio Deutsche oggi renderà noti i conti del primo trimestre: attesi utili in aumento del 65 per cento a 200 milioni di euro. Un chiaro segnale di uscita dalla crisi. Ma per dare una dimensione al risultato di Deutsche, si può ricordare che nell’intero 2018 le due maggiori banche italiane, Intesa e Unicredit, hanno realizzato un utile netto rispettivamente di 4,05 e 3,85 miliardi di euro.

Stefano Righi

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