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Deutsche, i cinesi in pole

Il Dragone è diventato il primo azionista di Deutsche Bank. La conglomerata cinese Hna ha raggiunto una quota del 10% della banca tedesca, il cui valore si aggira intorno ai 3,4 miliardi di euro. L’operazione è stata portata a termine attraverso la società C-Quadrat Asset Management, sussidiaria inglese di C-Quadrat Investment.

Il secondo e il terzo posto nell’azionariato del colosso europeo del credito vanno, rispettivamente, alla famiglia reale del Qatar e al fondo americano BlackRock.

Hna aveva iniziato come operatore aereo, per poi espandersi nei settori di hotel, turismo, logistica, immobiliare e finanza. Lo scorso anno il gruppo ha acquisito il 25% di Hilton. Il gruppo cinese ha partecipato anche all’aumento di capitale da 8,5 miliardi di euro che Deutsche Bank ha portato a termine il mese scorso: si tratta della quarta iniezione di liquidità dal 2010. Poco prima dell’ultima operazione di questo tipo, la banca tedesca era apparsa come un nuovo bubbone pronto a scoppiare, trascinando con sé l’intero sistema economico-finanziario del continente.

Poco meno di un anno fa il Fondo monetario internazionale aveva scritto a chiare lettere che, con un’esposizione ai derivati pari a circa 15 volte il pil tedesco, l’istituto era «il più rilevante contribuente netto ai rischi sistemici tra le banche di rilevanza globale». Senza dimenticare che, a livello di sole spese legali (tra cui la multa legata ai mutui subprime) e svalutazioni all’avviamento, Deutsche Bank ha perso quasi 15 miliardi negli ultimi due anni. Tanto da aver chiuso il 2016 con una perdita di 1,4 miliardi di euro, seppure inferiore al maxi passivo di 6,8 mld dell’anno precedente. Nel 2010 l’istituto aveva già chiesto al mercato 10 miliardi, nel 2013 altri 3 e sempre nel 2013 ancora 8,5 miliardi.

Stavolta, a convincere per la quarta volta i vertici a incrementare il capitale, sono state la liquidità ancora presente sui mercati finanziari e il successo della recente ricapitalizzazione di Unicredit. I primi risultati finanziari pubblicati da Deutsche Bank dopo il quarto aumento di capitale indicano un utile netto trimestrale più che raddoppiato a 575 milioni di euro, in linea con le aspettative. I ricavi sono invece diminuiti del 9% su base annua a 7,3 miliardi.

Alla borsa di Francoforte il titolo della banca è stato uno dei migliori all’interno dell’indice Dax 30 chiudendo in progresso dello 0,75% a 16,80 euro.

 

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