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Deutsche Bank spiazza il mercato: utili oltre le stime

Utile lordo (700 milioni) e netto (400 milioni), ricavi (6,6 miliardi), spese al netto degli interessi (5,8 miliardi), CET1 (13,6%) e leva finanziaria (3,9%): i dati preliminari di Deutsche Bank nel secondo trimestre dell’anno sono andati tutti «considerevolmente» meglio delle previsioni di mercato e del consensus. E questo gap, tra quanto atteso e quanto realizzato, è stato tale da far scattare ieri un trigger, l’obbligo, imposto dall’autorità di vigilanza bancaria tedesca BaFin, di pubblicazione dei dati trimestrali in via preliminare. Le regole della compliance questa volta hanno giocato a favore della banca, da tempo messa sotto osservazione dai suoi azionisti, dagli investitori internazionali e dalle agenzie di rating per migliorare redditività e strategia. I risultati a sorpresa infatti sono stati graditi dal mercato che li ha premiati con un rialzo di DB alla Borsa di Francoforte del 7,36 per cento.
Bene accolto ieri anche l’annuncio sul taglio di 1.700 dipendenti a tempo pieno nel secondo trimestre dell’anno, un’accelerazione rispetto ai 405 usciti nel primo trimestre e una forza lavoro scesa a 95.400 unità. E giudicata buona la prospettiva, annunciata ieri dalla prima banca tedesca, di un utile pre-tasse a quota 1,15 miliardi per il primo semestre 2018, «a conferma della resilienza» del gruppo e del marchio, come rimarcato nel comunicato della banca. Nel dettaglio del secondo trimestre, l’utile netto a 400 milioni ha battuto le previsioni che lo davano a 159 milioni e così anche l’Ibit salito a 700 milioni contro il consensus di 321 milioni. I ricavi del gruppo sono ora previsti pari a circa 6,6 miliardi, rispetto a una stima media delle previsioni degli analisti a quota 6,4 miliardi: nel secondo trimestre l’attività di investment banking CIB ha generato ricavi per 3,5 miliardi, con un calo del sales e trading del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente ma in linea con la strategia della banca che sta tagliando alcune attività che incidono troppo sul capitale rispetto ai ricavi che possono generare. Tutti i dati avranno conferma con l’annuncio dei risultati definitivi il 25 luglio prossimo.
Nel comunicato Deutsche Bank ieri ha sottolineato che la performance del secondo trimestre conferma la stabilità della banca. Ma c’è di più. Gli azionisti, gli analisti, gli stakeholders e le agenzie di rating attendevano da tempo un segnale che posizionasse la banca al suo giro di boa, con le peggiori notizie archiviate e il nuovo piano strategico e di ristrutturazione operativo a pieni giri e dunque finalmente implementato a passo spedito. Questo trimestre potrebbe segnare la svolta, ma il mercato attenderà conferme nel secondo semestre dell’anno. DB intende rimanere un global player, e confermarsi al primo posto tra le grandi banche europee di tutte le classifiche sui principali settori dell’investment banking, dal fixed income all’equity, dai derivati ai sistemi di pagamento, concentrandosi però sulla clientela corporate e privata tedesca in prima battuta e poi europea. Deutsche bank ha avviato lo smantellamento di quelle attività negli Usa che l’hanno vista perdente contro la concorrenza delle rivali statunitensi: ma in Germania e in Europa non cederà terreno ma al contrario continuerà a rafforzarsi, tenendo sotto controllo e riducendo i costi delle attività meno redditizie ma investendo di più nell’alta tecnologia per tenersi al passo con i tempi.

Isabella Bufacchi

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